L’oliva è vita

In Turchia siamo soliti dire che “l’oliva è vita” perché questo frutto rappresenta la vita, la pace e il futuro ed è uno dei simboli della nostra storia.  Non dimentichiamo che gli ulivi millenari sono alberi ereditari senza proprietari. Essi rappresentano il legame tra le generazioni passate e quelle future.

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Purtroppo, in questo momento, il Parlamento turco sta per approvare una legge chiamata “Elektrikçilik Piyasası Kanunu ile Zeytinciliğin Islahı ve Yabanilerin Aşılattırılması Hakkında Kanunda Değişiklik Yapılmasına Dair Kanun Tasarısı” con la quale estirperà buona parte degli ulivi millenari dai territori dell’Egeo e dell’Anatolia, distruggendo così un’importante risorsa naturale, nonché parte della nostra storia e cultura.

Secondo questo disegno di legge, un uliveto che occupa un territorio inferiore ai 2,5 ettari, non è da considerarsi tale. Non è un oliveto, ma viene equiparato a un semplice terreno, esposto a qualsiasi sorta di progetto speculativo: dalle miniere ai cantieri edili, dalle centrali elettriche alle discariche. In un solo colpo, questa legge mette dunque a repentaglio la sussistenza di oltre 500.000 piccoli produttori. La corsa alla speculazione è già partita. Le scorse settimane sono stati rimossi oltre 6.000 ulivi secolari a Yırca – a pochi chilometri da Soma, dove alcuni mesi fa sono morti oltre 300 operai in una miniera di carbone – dall’azienda Kolin şirketler grubu, che ha in mente di costruire una centrale termica.

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La società civile turca ha lanciato un grido d’allarme cui noi, come soci di Slow Food in questo Paese dai forti contrasti economici e sociali, sentiamo di aderire senza riserve. Ma da soli non possiamo farcela.

Per questo abbiamo bisogno del vostro aiuto chiedendo a tutto il mondo Slow Food di unirsi a noi e di lanciare un’alleanza internazionale per salvaguardare questo patrimonio dal valore inestimabile.

L’oliva è vita! Aderisci anche tu alla petizione che Slow Food sta appoggiando e portando avanti: www.change.org

Slow Food Turchia