Indigenous Terra Madre: Il futuro che vogliamo

La dichiarazione di Shillong e una serie di video, di cui vi presentiamo qui il primo, sintetizzano il senso dell’incontro Indigenous Terra Madre, cui hanno partecipato, lo scorso novembre, oltre 600 rappresentanti di comunità indigene da tutto il mondo per fare sentire la loro voce sul futuro del cibo.

Lo scorso novembre oltre 600 rappresentanti di comunità indigene provenienti da 58 paesi del mondo si sono radunati a Shillong (Meghalaya, India) per fare sentire la loro voce sul futuro del cibo, della cultura, della vita sulla Terra per la seconda edizione dell’evento internazionale Indigenous Terra Madre.

È più che mai evidente, infatti, che il futuro dell’umanità dovrà avere un fondamento diverso da quello attuale, e dovrà avere molta attenzione per gli indigeni, le donne, i giovani, gli anziani: tutte le categorie che nel mondo dell’alta economia godono di scarsa considerazione. Queste realtà ci indicano il futuro sostenibile del pianeta.

Le comunità indigene sono le vere avanguardie del pianeta, poiché hanno un concetto di sviluppo diverso da quello che antepone a tutto il profitto e l’arroganza dell’economia dei forti, ci insegnano che le risorse del pianeta non sono illimitate ma hanno una loro finitezza, ci indicano il futuro e sanno, anche, in cosa consista la felicità.

Nei giorni dell’evento e nei mesi successivi le comunità indigene hanno elaborato un documento importante, La dichiarazione di Shillong, che evidenzia i loro princìpi, quello in cui credono e i loro obiettivi. Vi invitiamo a leggerlo (in lingua inglese), cliccando qui.

Per parlare di Indigenous Terra Madre abbiamo scelto anche di farlo attraverso una serie di video. Il primo, Il futuro che vogliamo, è stato realizzato in collaborazione con Christensen Fund e Ifad e sintetizza alcune delle interviste fatte ai delegati di tutto il mondo e i momenti salienti dell’evento. Ve lo proponiamo in anteprima qui.