I 10.000 orti in Africa ospiti a Londra

Da 1000 a 10.000 orti. È questa la sfida con cui Slow Food ha aperto il 2014. Un obiettivo ambizioso che Slow Food e la sua Fondazione stanno portando avanti in Africa con la rete di comunità di Terra Madre e, nel resto del mondo, con una grande campagna di raccolta fondi. Un obiettivo che si traduce in una strategia più ampia e nella proposta di un futuro diverso per l’Africa. Per questo, la rete di Slow Food Africa lavora per avviare gli orti e, contemporaneamente, per promuovere il consumo locale e l’educazione delle giovani generazioni, valorizzare la biodiversità e le gastronomie africane, sensibilizzare i cittadini e i politici su alcune importanti campagne politiche (contro l’introduzione degli Ogm, il land grabbing, l’impatto devastante delle monocolture).

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I risultati del lavoro realizzato nel 2014 sono più che promettenti: 445 nuovi orti avviati (che portano il totale a quota 1445), 33 paesi coinvolti, oltre 10 formazioni organizzate in Africa (in Marocco, Kenya, Egitto, Etiopia, Madagascar, Burkina Faso, Benini e Togo, Ruanda, Tanzania) e in Italia (a Pollenzo, con 23 coordinatori regionali del progetto), nuovi strumenti messi a punto (un vademecum per le comunità, un manuale tecnico per i formatori, un video tradotto in numerose lingue africane) e nuovi mezzi di comunicazione attivati (facebook, radio, …). Tanti i compagni di strada incontrati, compresi alcuni nomi celebri, come il fotografo Steve Mc Curry che ha scattato i ritratti di produttori responsabili Slow Food africani, per il calendario Lavazza 2015, che ha come tema gli “Earth Defenders”.

Ph. Paola Viesi
Ph. Paola Viesi

Ma non si può dimenticare che il 2014 è anche stato uno degli anni più difficili nella storia recente del continente africano, per via delle crisi politiche che hanno investito diversi paesi (come Mali, Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Egitto, Burkina Faso, …) e dalla devastante epidemia di ebola che ha colpito in modo gravissimo Guinea Conakry, Liberia e Sierra Leone (paesi in cui purtroppo ancora l’emergenza non è rientrata) e in maniera minore Nigeria, Senegal e Mali. La rete di Slow Food è presente in tutti questi paesi e, naturalmente, non è uscita indenne da queste profonde crisi, ma ha saputo gestire situazioni complesse, rallentando in alcuni casi le attività, ma senza mai interrompere o invertire la marcia.

Ph. Paola Viesi
Ph. Paola Viesi

Il lavoro da fare è ancora tanto ed è fondamentale la collaborazione di tutti. Per questo l’appuntamento è oggi a Londra presso il Borough Market con l’evento “Slow Food for Africa – 10,000 gardens to cultivate the future”. Carlo Petrini racconterà al pubblico londinese il progetto in compagnia di John Kariuki Mwangi, coordinatore delle attività in Kenya, Themba Chauke, sudafricano, e Eunice Njoroge, keniota, entrambi studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche (Pollenzo). A moderare l’incontro il rinomato giornalista Bill Emmott, affiancato dal fiduciario della Condotta Slow Food di Londra, Shane Holland, che farà gli onori di casa.

Cercate su facebook la pagina di Slow Food International e scoprite le foto dell’evento! E…contribuite anche voi al progetto! Anche una piccola donazione può trasformarsi in un grande risultato.