La rete di Terra Madre è formata dagli agricoltori, gli allevatori, i pescatori, i trasformatori, i cuochi che con la loro visione e i loro saperi lavorano per promuovere una nuova gastronomia, fondata sulla tutela della biodiversità, la protezione dell’ambiente e il rispetto delle culture e delle tradizioni locali.

La rete di Terra Madre è una rete libera, “liquida”, fluida, diffusa in 150 Paesi del mondo con le proprie specificità e che in tutto il mondo affronta problemi analoghi fornendo risposte sorprendentemente simili.

In tutto il mondo, le comunità locali sono oppresse dalle logiche del mercato globale e di uno sviluppo scriteriato. In tutto il mondo, il ruolo svolto dall’agricoltura di sussistenza e la funzione dei piccoli produttori sono misconosciuti perché giudicati poco produttive. In tutto il mondo, le risorse naturali scarseggiano o sono danneggiate dal sovrasfruttamento, dall’inquinamento, da attività agricole che non procedono in armonia con la natura.

La rete di Terra Madre propone soluzioni efficaci, che partono proprio dai territori, dai paesaggi, dalla conservazione di varietà vegetali e specie animali e dalle culture culinarie locali che, nel tempo, hanno permesso di preservare le risorse naturali senza deturparle. Nel loro quotidiano le comunità di Terra Madre danno concretezza al concetto di qualità di Slow Food: buono, pulito e giusto, dove buono si riferisce alla qualità e al gusto degli alimenti, pulito a metodi di produzione rispettosi dell’ambiente, giusto alla dignità e giusta remunerazione dei produttori e all’equo prezzo dovuto dai consumatori.

I primi nodi di questa rete sono state le comunità del cibo, cui si sono poi aggiunti i cuochi e i rappresentanti del mondo accademico e i giovani.

Le comunità del cibo sono gruppi di persone che producono, trasformano e distribuiscono cibo di qualità in maniera sostenibile e sono fortemente legate a un territorio dal punto di vista storico, sociale e culturale. Le comunità condividono i problemi generati da un’agricoltura intensiva lesiva delle risorse naturali e da un’industria alimentare di massa che mira all’omologazione dei gusti e mette in pericolo l’esistenza stessa delle piccole produzioni.

I cuochi hanno un ruolo fondamentale perché sono gli interpreti di un territorio e lo valorizzano attraverso la loro creatività. I cuochi di Terra Madre hanno capito che non si può separare il piacere dalla responsabilità verso i produttori, senza i quali non esisterebbe una cucina di successo. I ristoranti sono il luogo ideale per trasmettere questa filosofia ai consumatori. I cuochi rafforzano le comunità del cibo dialogando e collaborando con i produttori, e in questo modo anch’essi lottano contro l’abbandono delle culture tradizionali e la standardizzazione del cibo. A questo proposito, proprio per mostrare come i cuochi possano attivamente supportare il ruolo dei produttori è nato il progetto dell’Alleanza Slow Food dei cuochi, che attualmente si sviluppa in Italia, Olanda e Marocco.

Le università e i centri di ricerca, con oltre 450 accademici in tutto il mondo, fanno parte della rete di Terra Madre e si impegnano, nel proprio ambito e con gli strumenti a loro più consoni, a favorire la conservazione e il rafforzamento di una produzione di cibo sostenibile, attraverso l’educazione della società civile e la formazione degli operatori del settore agroalimentare. Tra gli istituti universitari si segnala la presenza fondamentale dell’Università di Scienze Gastronomiche, che accoglie studenti da tutto il mondo e che offre borse di studio ai giovani rappresentanti della rete di Terra Madre.

I giovani dello Slow Food Youth Network costituiscono una delle risorse più attive e dinamiche della rete. Anche loro, così come i cuochi e le università, offrono un supporto fondamentale ai produttori delle comunità del cibo, motivati come sono dalla necessità di introdurre un cambiamento sostanziale nel mondo della produzione alimentare e del consumo.

Terra Madre e Slow Food si stanno sempre più influenzando e compenetrando. Si stanno reciprocamente contaminando. E il risultato di questa contaminazione lo si può vedere, ad esempio, nel Salone del Gusto e Terra Madre, dal 2012 un unico, grande evento che ha aperto le rispettive porte e mescolato la biodiversità di entrambe.