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Almanacco Slow Food 2012

Disponibile online gratuitamente, la pubblicazione racconta il mondo di Slow Food e Terra Madre…

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Ogni anno è un vero piacere presentare l’Almanacco Slow Food. Perché è la fotografia più attendibile e più condivisa (lo ricevono tutti soci del mondo) di ciò che siamo, anche se parole e immagini non possono racchiudere in maniera totale la molteplicità delle nostre anime.
Siamo una cospicua porzione di quella parte di umanità che, nei più disparati angoli della Terra, mette il cibo al centro della propria vita, e forse non c’è nessuno strumento veramente adatto a rappresentarci in tutta la nostra complessità.

Però siamo consapevoli che molto di quello che contiene l’Almanacco e di ciò che siamo come persone e comunità è condiviso da altri, anche i più lontani e diversi: i valori, le idee per uscire dalle crisi, i nuovi paradigmi di cui abbiamo bisogno per garantire un futuro alle generazioni che verranno.

Non si può prescindere dalla Terra, che dobbiamo amare e rispettare come meglio possiamo, perché ci nutre e ci fa crescere. Ci dà cibo e ci dà cultura, rafforza le nostre comunità e famiglie e ci permette, se lo vogliamo, di condividere i nostri saperi, la nostra vera ricchezza. Non si può dunque prescindere dal cibo, che è la massima espressione (quando virtuosa) del nostro interagire con l’ambiente che abitiamo e di cui siamo parte integrante.

Come sempre, abbiamo cercato di narrare le storie, i progetti, i prodotti, le persone di Slow Food e Terra Madre, perché il semplice racconto ci sembra il modo migliore di fare giustizia alle vite di chi s’impegna in quel lavoro ben sintetizzato dallo slogan del Salone del Gusto e Terra Madre 2012: “Cibi che cambiano il mondo”. L’evento rende l’idea di come, attraverso il cibo, possiamo proporre alternative reali a un modello di sviluppo che non è più adatto per noi e per la Terra. È necessario il costante, silenzioso cambiamento suggerito da Edgar Morin, che scrive: «Tutto deve ricominciare, tutto è già ricominciato».

E noi, nel nostro piccolo, siamo la dimostrazione, che “tutto è già ricominciato”, perché con le nostre buone pratiche siamo un’avanguardia del cambiamento, e ci contraddistingue il faro-guida della centralità del cibo.

Quanto l’Almanacco è quindi importante il documento che abbiamo preparato per il Congresso internazionale di Torino, che s’intitola proprio “La centralità del cibo”. Poche pagine, che sono state diffuse tra i soci e, attraverso di loro, sono state presentate e discusse nella società civile e tra le istituzioni. Con orgoglio le consideriamo il nucleo delle idee fondanti della nostra rete, che gettano le basi del Congresso internazionale. Non è tardi per invitarvi a rileggerlo ancora una volta.
E, subito dopo, godetevi le pagine dell’Almanacco, che dimostrano con quali modalità sappiamo mettere al centro il cibo: una celebrazione di ciò che siamo, piacevole da leggere e da sfogliare, rivoluzionaria nella sua semplicità.

Carlo Petrini,
presidente di Slow Food


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