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10 parole che cambiano il mondo

La cerimonia di apertura del Salone del Gusto e Terra Madre è stata scandita dagli interventi di 10 grandi relatori. Alice Waters, Vandana Shiva, José Graziano Da Silva, per citarne alcuni, hanno presentato delle parole chiave come terra, semi, acqua, istruzione, biodiversità, di fronte al colorato pubblico che gremiva il Palaolimpico Isozaki a Torino. Tra le migliaia di spettatori, i rappresentanti delle comunità del cibo provenienti dal mondo intero.

Diversità
José Graziano Da Silva, direttore generale della Fao
“Terra Madre è celebrazione della diversità. Diversità linguistica, culturale, di colori, di gusti. La diversità è presupposto essenziale della sicurezza alimentare, e sappiamo tutti quanto il cibo sia importante nelle nostre vite. [...] C’è stata un’epoca in cui il genere umano coltivava decine di migliaia di verdure e cereali, mentre oggi la nostra agricoltura ruota intorno a poche centinaia di varietà. Ma questo il momento di lamentarsi, anzi: dobbiamo concentrarci sui nostri progetti, portarli avanti e promuovere modelli sostenibili”.

Semi
Vandana Shiva, presidente e fondatrice di Navdanya, India
“Nei semi la vita si rinnova. È dai semi che nasce il cibo. Nelle lingue dell’India la parola “seme” significa “ciò da cui scaturisce la vita”. Eppure oggi la fonte stessa della vita è vittima di accaparramento e privatizzazioni. Un seme, per sua natura, è fatto per il dono. Il seme di mela non dice ‘versami un diritto d’autore se vuoi le mele’. Il seme ripaga chi lo coltiva, e questo l’avidità non può accettarlo. I semi non si inventano: sono il frutto di migliaia di anni di evoluzione e di migliaia di anni di incroci. Pretendere di brevettare un seme è un furto, è biopirateria”.

Educazione
Alice Waters, presidentessa e fondatrice del progetto Edible Schoolyard, Stati Uniti
“Il piacere del cibo deve andare di pari passo con la giustizia. La forza di Slow Food sta proprio nella capacità di unire le due cose. Il piacere e il gusto uniscono le persone, le riuniscono intorno a un tavolo, creano nuovi rapporti tra ciascun commensale e il cibo e nuovi legami tra tutti i commensali. Passando per le scuole possiamo raggiungere tutti i bambini, e se tutti iniziamo a nutrire i bambini con cibo sano, gustoso e sostenibile, quel tipo di alimentazione potrà diventare un diritto, e non più un privilegio. Sappiamo tutti che l’instancabile propaganda del fast food sta indottrinando i nostri bambini, ed è per questo che abbiamo bisogno di una soluzione universale e concretizzabile come una corretta educazione al cibo, un’istruzione commestibile”.

Reti
Edward Mukiibi, Slow Food Mukono, coordinatore del progetto Mille orti in Africa per l’Uganda
“Oggi siamo tutti riuniti come una grande famiglia per celebrare un progetto comune. Quello che abbiamo costruito ha richiesto impegno, tempo, lavoro e la capacità di pensare insieme. In Uganda siamo riusciti a unire coltivatori, volontari, commercianti, cuochi, giornalisti, leader locali, consumatori e scuole nella lotta per la difesa dell’agrobiodiversità, delle tradizioni culinarie e dei valori del nostro paese. Per costruire una catena alimentare sostenibile occorre la partecipazione di molti, e per proteggerla bisogna restare in contatto e continuare a lavorare, sviluppando le reti di Slow Food e Terra Madre”

Terra
Carlos Vanegas Valdebenito, CET Expo Movil, Cile
“Da sempre la terra viene violata, sfruttata e maltrattata, ma la sua voce non ha mai smesso di parlarci con fervore. Noi amiamo la nostra terra, è la sola cosa che esista davvero. È la terra a produrre i cesti di frutta sacra che arrivano su tutte le tavole del mondo. La terra può essere un grande giardino di meraviglie dove l’uomo miete il raccolto della conoscenza. Grazie al rispetto, alla determinazione e alla creatività, questo immenso patrimonio di conoscenza può garantire che la terra non ci offra solo il nostro pane quotidiano, ma garantisca anche dignità, libertà, qualità di vita e gioia per tutte le sue creature”.

Spreco
José Graziano Da Silva, direttore generale della Fao
“Se riuscissimo a ridurre di metà lo spreco complessivo di cibo avremmo di che nutrire un altro miliardo di persone, senza alcun bisogno di incrementare la produzione o di sollecitare più del dovuto le nostre risorse. [...] Di fronte alla fame del mondo l’unico numero accettabile è zero”.

Acqua
Carmen Martinez, coordinatrice del Presidio dell’amaranto di Tehuacan, Messico
“Quando l’acqua è comparsa sulla terra ha portato con sé il dono della vita. Noi stessi, gli esseri umani, siamo acqua organizzata. La terra assorbe l’acqua come un tesoro prezioso, ed è l’acqua a nutrire le miriadi di specie vegetali di cui è fatto il patrimonio della biodiversità mondiale. I ruscelli e i fiumi attraversano i continenti, per sfociare nei mari e nei laghi, e ciascuno corso d’acqua è una risorsa. Una volta inquinata, però, l’acqua smette di essere un veicolo di vita, per trasformarsi in un ricettacolo di veleni che provocano malattie e uccidono gli organismi. Rimettere al centro la vita e fare sì che la fonte della vita resti pulita è in nostro potere: si tratta di ripulire l’ambiente”.

Energia
Yoko Sudo, Slow Food Fukushima, Giappone
“Dopo l’incidente alla centrale nucleare, che ha contaminato la nostra zona con livelli altissimi di radiazioni, abbiamo iniziato a cercare sistemi che consentissero ai produttori di cibo di salvare le loro terre e i loro prodotti dalla contaminazione. Il nucleare ha il potere di annientare alla base molti dei capisaldi del movimento Slow Food, e crediamo che sia indispensabile promuovere l’utilizzo di energie alternative. Non ha alcun senso utilizzare fonti di energia ad alto rischio che minacciano di inquinare l’ambiente e distruggere il legame tra la gente, il cibo, la vita e un bene inestimabile come la nostra terra”.

Biodiversità
Ivanov Sergez, comunità del cibo degli allevatori di Stara Planina, Serbia
“Nella mia regione la biodiversità culturale e alimentare tipica dei Balcani è il risultato di un’estrema varietà di pratiche agricole e tradizioni gastronomiche. Vi si trovano moltissime antiche razze animali e varietà vegetali. La globalizzazione, unita all’intensificazione e all’industrializzazione dell’agricoltura, ha portato alla diffusione crescente di pratiche zootecniche e agronomiche basate su un numero molto ristretto di razze e varietà. Corriamo un rischio molto grave. Tutelare le varietà più rare significa anche garantire il futuro delle nostre comunità. Solo così, e solo lavorando tutti insieme, possiamo preservare il patrimonio dell’agrobiodiversità e tramandarlo alle prossime generazioni”

Celebrazione
Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food
“Terra Madre in questi anni è stata guardata con curiosità, da tutti i punti di vista, da quello antropologico a quello folkloristico. Ebbene no, occorre iniziare a interpretarla anzitutto come grande fenomeno politico... Questa politica ha bisogno di essere realizzata con gioia, serenità e festosità. Questa crisi non sarà superata con la tristezza, ma solo con la serenità... Qui a Terra Madre la politica ha preso per mano la gioia...”


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