I gastronomi del futuro
Il Presidente di Slow Food Internazionale racconta l’Università di Scienze Gastronomiche
In occasione del nuovo anno accademico, inaugurato lo scorso 27 gennaio alla presenza del Commissario Europeo all'Agricoltura e allo Sviluppo rurale Dacian Cioloş, guardo con orgoglio ai risultati della nostra Università di Scienze Gastronomiche. Dal 2004 a oggi ha coinvolto più di mille studenti, provenienti da 60 nazioni del mondo: dall’Argentina al Belgio, dalla Guinea a Malta e, ancora, dal Pakistan agli Stati Uniti. Tutto questo in un piccolo centro tra Langhe e Roero, Pollenzo (Cuneo), dove si formano i gastronomi del futuro. A oggi il 74% dei laureati dell’Università di Scienze Gastronomiche ha trovato occupazione e questo è un altro risultato di cui andiamo fieri.
Ebbene, posso dire di essere orgoglioso perché questa è stata la nostra grande scommessa. E dico nostra perché Slow Food ha voluto fortemente l’ateneo e l’ateneo, a sua volta, sta formando una nuova generazione di gastronomi sensibili a un nuovo paradigma della produzione alimentare. Forti di questa convinzione, dobbiamo infondere sempre nuove energie in questa Università.
Mi auguro che l'Università possa realizzare una rete solida di ex studenti e che possa collegarli, permettendo loro di diffondere in tutto il mondo le idee di Slow Food e di Terra Madre. Che le amicizie e i rapporti stretti tra gli studenti si rafforzino nel tempo e restino con loro per sempre.
Auguro ai nuovi e vecchi studenti di intraprendere percorsi di conoscenza per riscoprire il nostro passato e guardare in maniera consapevole al futuro, diventando così’ artefici di un pianeta migliore.
Carlo Petrini
Presidente di Slow Food Internazionale
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