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Rivolte e solidarietà

A volte, come abbiamo visto di recente, il silenzio dei gruppi più marginali può improvvisamente trasformarsi in esplosioni di vandalismo che sembrano incomprensibili.

Assistiamo agli sfoghi ingiusti e brutali di una situazione che la stessa classe dirigente ha però contribuito a generare con la sua segregazione economica, razziale e sociale.

L'atmosfera antisociale generata dal sistema si espande all'interno di un Occidente malato che dà da tempo segni di fatica. Una forma ostile e patologica di egoismo attacca le borse, il mondo del lavoro, i pensionati e i tanti giovani che, nonostante gli studi, sono toccati dalla disoccupazione e dall'emarginazione.

Adesso non è il momento di indignarsi, ma di trovare subito alternative collettive e solidali per affrontare alcuni problemi come la fragilità della democrazia, le ristrettezze economiche, il danno permanente inflitto alla natura da un sistema che cancella il futuro del pianeta per assecondare i benefici di pochi prescelti.

I giovani si stanno riversando in strada in molti Paesi e la protesta, covata nei social network, a volte trionfa e a volte è violentemente zittita.
Se non riesce ad accompagnare un processo pacifico di profonde riforme, il sistema si prepara a una carneficina.

In questo quadro, dobbiamo rinforzare una politica alimentare basata sulla produzione locale, promuovere tra i giovani il lavoro rurale, sostenere l'integrazione sociale e lavorativa degli emarginati e dei migranti. E' necessario predisporre delle politiche specifiche per i territori montani e le comunità rurali.
Bisogna risvegliarsi: il collasso completo si può evitare solo se si lavora duramente e responsabilmente.

Visto che, in mancanza di cambiamento, alcuni si apprestano a dettare le loro soluzioni, che consistono nel placare le rivolte con l'aiuto dell'esercito e nel parlare di tutte queste proteste come di atti di vandalismo e di barbarie, è meglio muoverci senza stare più ad aspettare.


Jorge Hernandez Esteruelas
Fiduciario di Slow Food Zaragoza e presidente del CERAI-Aragón


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