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Un accademico dal Brasile

Mi chiamo Jucinei José Comin. Ho 43 anni e sono nato a Joaçaba, Santa Catarina.
Sono un idealista.
Insegno all’Università Federale di Santa Catarina, e tengo dei corsi sul management e la capacità produttiva del suolo e il recupero dei suoli rovinati.
Le mie ricerche (ricerche pratiche) sono sulla produzione agro-ecologica e in particolari sulle semine dirette senza l’utilizzo di erbicida, per favorire la transizione del sistema produttivo attuale verso l’agroecologia, cioè un sistema più equilibrato a livello sociale, ambientale ed economico.
La pratica sociale è per me una risorsa importante, che permette l’aumento di conoscenza popolare e scientifica.
Le nostre ricerche riguardano in maniera uniforme la formazione, le persone, gli studenti, le tecniche, i tecnici e i ricercatori.

Io mi auguro una società più giusta e delle relazioni più equilibrate tra chi produce e chi consuma, e l’ambiente.
Ogni persona nel mondo ha la sua importanza, e mi sembra che diventi un imperativo valorizzare il « savoir-faire » di ciascuno e la produzione in piccola scala, che è il contrario della standardizzazione.
Gia da adolescente non accettavo l’idea di produrre degli alimenti con delle grosse quantità di agrochimici, ne quelle frutto dell’accumulo di terre nelle mani di pochi,
visto che certe persone non ne posseggono.
Questo mi ha motivato a studiare per ottenere un diploma d’ingegneria agronoma.

Mi sembra che il progetto di Terra Madre, tra l'altro, sia portatore/catalizzatore di conoscenze e politiche nella misura in cui si pone contro lo status quo attuale.

La situazione mi sembrava talmente drammatica, che io stesso ho creduto, in un dato momento, che i cambiamenti necessari non sarebbero avvenuti che con la lotta armata!
Poi ho pensato che la democrazia, esercitata specialmente attraverso il voto, poteva essere il motore del cambiamento. Ho inizialmente militato per 20 anni nel partito dei lavoratori PT.
Oggi, sono arrivato alla consapevolezza che la sola educazione e la trasformazione individuale, per la quale ciascuno contribuisce alla sua maniera, permetteranno il cambiamento profondo che è necessario, e per questo mi sembra che i movimenti sociali hanno un ruolo decisivo.

Il mio diploma in tasca, ho lavorato un anno nel Paranà al Segretariato dello Stato all’agricoltura, nel ufficio della fiscalizzazione del commercio degli agrochimici.
In seguito ho deciso di approfondire i miei studi, con un master di Scienze del Suolo all’università Curitiba di Paranà e in seguito un dottorato in agronomia all’ENSAR di Rennes (Francia), per diventare un insegnante.
Ho insegnato per 4-5 anni prima di tornare, all’interno dell’Università Federale di Santa Catarina, ai terreni, ai piccoli produttori, e all’agroecologia.

Ho conosciuto Slow Food la prima volta attraverso un articolo. La filosofia di Slow Food, basata in parte sulla ricerca di relazioni equilibrate tra chi produce, chi trasforma e chi consuma gli alimenti di qualità, e molto prossima ai principi dell’agroecologia.
Intendiamo bene, nella nozione di qualità degli alimenti, integro le dimensioni sociali culturali ambientali politiche ed economiche.

Terra Madre è un progetto che tende verso una coesione sociale, attraverso la diffusione delle esperienze di numerose comunità, l’articolazione del savoir-faire, la valorizzazione (oltre che monetaria) delle culture.
Per me Slow Food è una filosofia di vita che contesta lo status quo della società attuale, di cui il fast food è in qualche modo il simbolo.
Mi sembra che non si può vivere in una società di consumi folli, che non valorizza le persone e che annulla le identità culturali.

A livello locale oltre che globale, il progetto di Terra Madre aiuta le persone a rendersi conto che è possibile vivere in maniera differente, senza mangiare delle "schifezze” industriali che in definitiva non fornisce all'organismo che sostanze grasse e qualche additivo industriale, e riequilibrando le relazioni con coloro che producono il loro cibo.

Dopo Terra Madre Brasile, con il convivium Engenho de Farinha a Florianópolis, che ha cercato di essere molto vicino ai produttori del suo territorio, vogliamo definire e preparare un evento: gli agricoltori, le persone della comunità e della regione saranno invitati a preparare della farina di manioca al Casarão Engenho dos Andrade, il mulino di Santo Antônio de Lisboa.
Questo mulino è stato fondato nel 1986 ed è il solo di Florianapolis che utilizza ancora la trazione animale per la preparazione della farina. In seguito prepareremo una cena con questa farina e altri prodotti a base di manioca. Ofir, un cuoco di Terra Madre dell’Amazzonia e insegnante di questa cucina, che abita a Balneario Camboriú à Santa Catarina (il suo ristorante si chiama Sabor selvagem), preparerà la cena.
Questo evento ci aiuterà più avanti a organizzare altre attività simili, per esempio a Paulo Lopes, un altra regione dove numerosi agricoltori continuano a preparare la farina con una sapienza centenaria.
Una parte dell’evento organizzato sarà incentrata attorno alla definizione delle strategie per la valorizzazione della cultura locale, per il lavoro in comune dei diversi attori che saranno presenti (agricoltori, tecnici, insegnanti, professionisti del turismo, tra gli altri). La parte più festiva dell’evento non sarà dimenticata!

Jucinei José Comin, Brasile


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