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Il film Terra Madre negli occhi dei bambini

Sono Laura Nanni, un' insegnante di scuola elementare che oggi ha portato 18 bambini di classe terza in un cinema di Roma a vedere il film documentario di Ermanno Olmi “Terra Madre”.

Tutto è nato perchè nella nostra scuola G.G. Badini, di fronte al Parco degli Aranci, nel quartiere Aventino di Roma, abbiamo (con gli alunni di alcune classi) lavorato un piccolo orto, piantando erbe aromatiche, bieta, cavoli, insalata.
Quest'anno, nel giorno della festa dell'ambiente, è venuto a trovarci il nonno di un bambino della classe, portando con sè una spiga, dei semi di grano e una sua lettera, inviata ad Ermanno Olmi, colma di gratitudine per come, in diverse sue opere, egli sia riuscito a raccontare così bene la civiltà contadina.
In quell'occasione, sempre guidati dal mitico nonno Gloriano, abbiamo piantato il grano e letto insieme a lui un articolo che parlava del film presentato al festival di Berlino e di prossima uscita nelle sale cinematografiche.
Ho visto il film. Il messaggio e la poesia delle immagini mi hanno ispirata, e pure essendo un po' preoccupata perchè temevo fosse difficile da seguire per bambini, non ho resistito e ne ho proposto la visione. I genitori sorprendentemente hanno aderito (in quattro e quattrotto, perchè un film così, nelle sale ci sta solo qualche giorno).
Per paura che i bambini si annoiassero, mi sono inventata qualche simpatica strategia:
1) zappettamento dell'orto della scuola un'ora prima della visione del film (perchè l'esperienza diretta mantenesse l'interesse caldo).
2) racconto delle varie parti del documentario.
Sapere in anteprima della banca dei semi, del congresso mondiale, dell'uomo vissuto per quarant'anni dei prodotti della sua terra, del contadino che lavora sodo e prepara il terreno, mentre le stagioni si susseguono, ha aiutato questi bambini a riconoscere quanto avevo loro anticipato e ha reso possibile la comprensione dell'argomento trattato.
Nella sala c'è stato un silenzio intenso, tanto che gli spettatori adulti si sono complimentati per la qualità dell'attenzione di tutto il gruppo. Inutile raccontare la commozione di nonno Gloriano, che naturalmente abbiamo invitato, e la mia, al termine di una giornata come questa.

Dopo più di 25 anni di insegnamento, incontro momenti di grande frustrazione, non perchè sia stanca di questo lavoro, ma perchè la realtà sociale e scolastica si è fatta davvero complessa e contraddittoria: un’abbondanza di stimoli, parecchia confusione, poca condivisione rispetto ai valori e allo stile educativo. Purtroppo i politici ignorano diverse cose anche sulla natura dei bambini e sui loro bisogni e, anzichè investire sulla scuola che è il futuro, propongono tagli. Non è la fatica di questo lavoro ad appesantirmi. La fatica è benedetta. Io soffro quando non riesco a trovare “il senso”, o meglio “un senso condiviso”.

Ma quando arrivano momenti come questi, vivo una sorta di “rianimazione”, torno a sentire l'anima mia e di quelli che mi circondano e mi sento meno sola.
Vorrei ringraziare Terra Madre, Slow Food e il regista Ermanno Olmi.


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