Terra Madre Terra Madre - Choose your language Ministero delle politiche agricole forestali Regione Piemonte Comune di Torino Slow Food
#Scelte di campo: #Salviamo il paesaggio

Da oggi fino alle elezioni vi riproponiamo, punto per punto, i temi che secondo Slow Food dovrebbero essere protagonisti del dibattito elettorale. Partiamo dalla difesa del suolo, perché è un bene comune che sta sparendo. Una volta cementificato perde fertilità in modo irreversibile: ci vogliono dai 2.000 ai 10.000 anni perché un suolo si formi e si possa esprimere al meglio e noi di solito riusciamo a perderlo da 10 a 40 volte più in fretta del suo ripristino naturale

Difendere il suolo, il paesaggio e il territorio: salvaguardare i suoli fertili e recuperare i suoli agricoli abbandonati. Il suolo fertile è uno degli asset fondamentali per il futuro di ogni economia del pianeta (prova ne sia il land grabbing di cui in Africa, e non solo, sono protagonisti Governi di paesi forti - specie dell’estremo Oriente - e multinazionali). L’uso corretto e la gestione della risorsa suolo permettono anche di ridurre i rischi idrogeologici che oggi rendono insicuro quasi tutto il territorio nazionale. Slow Food sostiene la necessità di approvare nel nuovo Parlamento il Disegno di Legge “Salvasuoli” votato dal Governo uscente con il fondamentale contributo della Conferenza Stato-Regioni. Il lavoro del Forum Italiano Salviamo il Paesaggio è stato ampiamente utilizzato per la stesura di quel testo e Slow Food sostiene la necessità di adottare le ulteriori proposte di modifica che saranno elaborate dal Forum stesso.


Inoltre, Slow Food sostiene le proposte formulate dal Forum per un corretto approccio metodologico ai criteri di pianificazione urbanistica, basati sulla primaria identificazione del patrimonio edilizio oggi esistente in ogni ambito comunale e sull’ammontare delle risorse vuote, sfitte, non utilizzate. Tale “fotografia” è da intendersi come necessaria per poter trasformare i Piani Urbanistici secondo le vere esigenze delle comunità e favorire la disponibilità di concreti dati oggettivi in grado di stimolare la partecipazione democratica di ogni cittadino alle scelte future che i riassetti urbanistici dovranno affrontare con improrogabile urgenza.

L’avanzata del cemento
Alcuni dati sono più efficaci di tante parole per evidenziare come la tutela del suolo, del paesaggio e del territorio sia un’emergenza da affrontare al più presto. Secondo un rapporto diffuso nel 2012 dal Ministero per le politiche agricole e forestali, dal 1971 al 2010 abbiamo perso il 28% della superficie agricola utilizzata: un’area grande come la Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna. Ogni giorno si cementificano 100 ettari di suolo. Soltanto prendendo in considerazione le grandi città italiane, negli ultimi dieci anni si sono costruite 4 milioni di case, mentre pare che ce ne siano almeno 5,2 milioni vuote. Per non parlare dei capannoni. E il peggio è che non ce n’è bisogno: la popolazione non è cresciuta in maniera tale da giustificare tanto cemento, le attività produttive neanche. [Carlo Petrini, «Una legge anti-cemento per salvare i contadini», La Repubblica del 25/07/2012]

Energia pulita?
Alla grave perdita, dovuta alla cementificazione di terreni fertili, ora si sono aggiunte anche le multinazionali che producono impianti per energia rinnovabile insieme a imprenditori che non hanno mai avuto a cuore l’ambiente e si sono messi dall’oggi al domani a impiantare fotovoltaico su terra fertile: hanno trasformato il sogno dell’energia pulita nell’ennesimo modo di lucrare a danno sulla terra. I pannelli fotovoltaici a terra inaridiscono i terreni in poco tempo ed è profondamente stupido dedicargli immense distese di terreni coltivabili in nome di lauti incentivi quando si potrebbero installare su capannoni, aree industriali dismesse, cave, autostrade… Prendiamo esempio dalla Germania che non concede incentivi a chi mette a terra i pannelli. Anzi, non ne ha mai concessi.
[Carlo Petrini, «Basta ruspe, salviamo l’Italia», La Repubblica del 18/01/2011]

Dissesto idrogeologico
In Italia, nonostante il paesaggio sia un diritto costituzionale garantito dall’articolo nove – unico caso in Europa – la legislazione in materia è in gran parta affidata a Regioni ed Enti locali, con il risultato che si crea grande confusione, infiniti dibattiti nonché ampi margini di azione per gli speculatori. Una delle conseguenze più palesi dell’indiscriminata cementificazione è il preoccupante dissesto idrogeologico: il nostro è un territorio soggetto alle alluvioni, ma i disastri cui abbiamo assistito negli ultimi anni non sono spiegabili se non con una riflessione riguardante la cura per i luoghi in cui viviamo. La situazione è ormai talmente grave che l’82% dei comuni italiani è a rischio, in cinque regioni siamo al 100%. La crisi del mondo agricolo è la prima causa di questo male: se distruggiamo i presidi principali del territorio, ovvero le persone che lo lavorano e lo curano, non ci sarà speranza.
[Carlo Petrini, «Terre Sommerse», La Repubblica del 15/11/2012]

Approvare la Legge Salva suoli e un piano nazionale di tutela ambientale
L’auspicio è che il prossimo Parlamento continui il percorso intrapreso dal Governo precedente su questo fronte e che approvi la Legge “Salva suoli”. E soprattutto che lo Stato, che potrebbe fare tanto e invece insiste con le “grandi opere”, agisca con interventi strutturali: non si può più aspettare un piano serio di messa in sicurezza del territorio nazionale. Sono tante le vie percorribili: tutela dei suoli fertili e rimessa in produzione di quelli compromessi, ad esempio con forme di neo-agricoltura. Oppure attraverso gli incentivi per un ritorno alla campagna da parte delle nuove generazioni.
[Carlo Petrini, «Terre Sommerse», La Repubblica del 15/11/2012]

Non vogliamo essere i talebani del no al cemento, ma è un dato di fatto che il paesaggio è sparito, e in pochi si rendono conto che questa dissoluzione trascina con sé non soltanto il bello, ma anche il buon che può dare la terra, la civiltà che gli è legata, i rapporti, la socialità. Perdendo il suolo perdiamo un po’ di vita, del suo significato, la sua ricchezza. 

Guarda l’intervento di Carlo Petrini e Salvatore Settis  a Che tempo che fa di domenica 20 gennaio. Il presidente di Slow Flood e lo storico già direttore del comitato scientifico del Mueseo del Louvre, hanno parlato di come ambiente, paesaggio, alimentazione e istruzione facciano parte dello stesso orizzonte culturale e civile, quello sancito dalla nostra Costituzione


 


Il documento completo è disponibile qui


 

 
 
Notizie di Terra Madre
  Italia - 26/02/2013  
  Nuovi paradigmi contro il land grabbing  
  Gandhi ha affermato che su questa terra ci sono abbastanza risorse per tutti, ma esse non sono sufficienti a causa dell’avidità di pochi: l’avidità genera povertà. Dal 2009 in Africa...
 
     
 Archivio

Notizie Slow Food
  17/04/2014  
  Buste di plastica: l'Europa fissa riduzione del 50% in 3 anni  
  «Siamo di fronte a una svolta epocale: per la prima volta il Parlamento europeo approva una legge mirata a rendere minima la produzione di rifiuti e incentivare modelli virtuosi,...
 
   
 Archivio
Fondazione Terra Madre C.F. 97670460019 • Note legali Powered by Blulab