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Pac: meno risorse, meno politiche verdi

La riforma verde della Politica agricola europea stenta a decollare. I tagli al bilancio dell'Unione europea per il periodo 2014-2020, al centro degli attuali dibattiti, rischierebbero di compromettere le risorse destinate agli incentivi ecologici, ha avvertito ieri il Ministro cipriota dell'Agricoltura Sofoclis Aletraris in occasione della riunione dei ministri dell'agricoltura europei che si è tenuta a Bruxelles.


Cipro detiene attualmente la presidenza di turno dell'Ue. 


«Il futuro del bilancio desta enormi preoccupazioni tra i ministri dell'agricoltura, per le implicazioni che potrebbe avere per la Politica agricola comune» ha evidenziato Aletraris, che ha aggiunto: «Se il bilancio verrà tagliato, come verrà certamente proposto, l'ecocompatibilità dell'agricoltura ne soffrirà e molti Stati membri non terranno più conto del greening». Nodo cruciale della riforma della Politica agricola europea, lungamente dibattuta, è proprio il greening. Il Commissario all'Agricoltura Dacian Ciolos intende legare maggiormente gli aiuti agli agricoltori a prestazioni orientate ai beni comuni, ovvero alla tutela dell'ambiente, ma i negoziati sono al momento in una fase di stallo.


Il Ministro dell'Ambiente e dell'Agricoltura tedesco Ilse Aigner appare meno allarmata: «Anche qui conta piu' la serietà, che non la velocità».


La Germania, come paese contibuente netto, che nel bilancio dell'Unione europea paga più di quanto non riceva, deve fare attenzione al budget complessivo, ma i tagli non dovranno essere solo a scapito dell'agricoltura. «E' quello che ho detto anche al cancelliere», ha ribadito il ministro Aigner.


I Paesi dell'Ue, nel corso del vertice della scorsa settimana, non sono riusciti a trovare un'intesa sul bilancio settennale; per questo motivo sono rimaste in sospeso diverse riforme, tra cui quella della Politica agricola comune (Pac).


La Aigner ha altresì sottolineato la necessità di un riconoscimento da parte dell'Ue degli incentivi ecologici che sono già in vigore per gli agricoltori tedeschi: «In Germania il trenta per cento dei terreni - dunque una percentuale notevole - vengono coltivati nel rispetto di misure agroambientali. Queste prestazioni devono essere riconosciute». Gli agricoltori che lavorano seguendo gli standard ambientali tedeschi dovrebbero inoltre ricevere piu' fondi dalle casse comunitarie, sostiene lo stesso ministro.

Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it 


Via: Agrapress
Foto: econote.it

 
 
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