La battaglia per la piccola scala
Poche settimane fa la fiera Inter Food & Drink, a Sofia, ha attirato l’attenzione del pubblico sulla situazione degli agricoltori e produttori di piccola scala e sul loro ruolo nello sviluppo sostenibile delle aree rurali del Paese.
Una conferenza intitolata “La regolamentazione delle vendite dirette: sfide e opportunità” è stata organizzata da Slow Food in Bulgaria in collaborazione con Slow Food Internazionale, Inter Expo Centre e lo European Institute e ha costituito il momento chiave dell'evento. L'incontro, che ha anticipato di qualche giorno la fiera, ha presentato la situazione a un anno dall'approvazione della legge che sulla carta garantisce ormai agli agricoltori di piccola scala un migliore accesso al mercato ma che, in realtà, ha portato finora a ben pochi cambiamenti. Le autorità locali infatti stanno continuando ad applicare ai piccoli produttori regolamenti sanitari e igienici molto severi, che molto spesso impediscono loro la registrazione ufficiale.
“Tra le autorità – ha dichiarato Dessislava Dimitrova, Consigliere di Slow Food Internazionale per la Bulgaria – non è ancora riconosciuta l’importanza di sostenere le produzioni tradizionali di piccola scala. Ora che finalmente c’è una buona legislazione in merito, continuiamo comunque a scontrarci con il vecchio problema dell’atteggiamento di chi deve applicarla. Dobbiamo fare pressione perché un ampio ventaglio di istituzioni pubbliche e private la smetta di dare automaticamente la risposta ‘è impossibile, non possiamo’.”
Per avviare questo processo, Slow Food Bulgaria ha lanciato durante la conferenza una nuova campagna, “Sul cibo: con riguardo e comprensione”, che traccerà una strada per sostenere i prodotti artigianali e i sapori tradizionali del Paese.
Un esempio positivo a cui guardare è stato presentato da Piero Sardo, Presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, che ha delineato l’esperienza nella salvaguardia del cibo prodotto in modo artigianale e nella promozione delle tradizioni locali in Italia, dove i progetti della Fondazione hanno le loro radici.
Al termine dalla conferenza, i visitatori della fiera hanno potuto dare uno sguardo ai progetti di Slow Food in Bulgaria, in un ampio spazio espositivo che ha fatto da vetrina per i prodotti dei Presìdi, i loro produttori e le comunità del cibo, ospitando anche numerosi laboratori, discussioni, incontri e degustazioni. Lo speciale focus sulle nuove generazioni è stato inoltre l’opportunità per il lancio dello Youth Food Movement bulgaro, che si è aggiunto a una rete sempre più attiva in tutta l’Europa.
Tra gli altri eventi recenti in Bulgaria, Slow Food Rhodopi-Smilyan ha organizzato il 29 ottobre l’annuale Festival del Fagiolo di Smilyan, accogliendo ospiti dalla rete di Terra Madre Balcani in Serbia e Macedonia. Dal Trentino sono arrivati anche i produttori del Presidio del fagiolo gialèt, per continuare la loro collaborazione con i produttori del Presidio dei fagioli di Smilyan.
Tra pochi giorni, la Bulgaria inaugurerà il suo primo Mercato della Terra durante i festeggiamenti mondiali per il Terra Madre Day. Atteso nel piccolo paese di Tcherni Vit, nella municipalità di Tetven, il mercato sarà per gli abitanti un’occasione unica di acquistare cibo sano e locale, oltre che un luogo sociale per condividere conoscenze e speranze per il futuro.
Il Mercato della Terra di Tcherni Vit è finanziato dal progetto dell’Unione Europea “Dalla sicurezza alla sovranità alimentare: cittadini e autorità locali verso un nuovo paradigma alimentare in Europa per la riduzione della fame nel mondo”.
Per maggiori informazioni:
Dessislava Dimitrova
dessidim3010@gmail.com
Foto: Presidio dei fagioli di Smilyan
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