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Con la Croazia l'UE ha una stella in più

Dal primo luglio la bandiera dell’Unione Europea ha una stella in più. La Croazia è infatti il ventottesimo della UE, il primo dei Balcani occidentali e, dopo la Slovenia, il secondo dell’ex Jugoslavia, con un’esperienza recente di guerra e una transizione dal conflitto degli anni Novanta ancora in corso. La difficile riconciliazione con le ex repubbliche jugoslave e il processo di democratizzazione delle istituzioni hanno infatti rallentato i tempi di integrazione: ci sono voluti ben otto anni perché la Croazia ottenesse il parere positivo dell’Unione. Solo qualche settimana fa si paventava l’ennesimo rinvio a causa della situazione economica del Paese, non proprio delle più rosee. Pare infatti che il debito della Croazia rappresenti il 54 % del PIL che possa anche superare la soglia del 60 % nel 2014. Da quando poi è scoppiata la crisi economica, nel 2008, la situazione è andata progressivamente peggiorando anche a causa delle difficoltà dei principali partner commerciali della Croazia, su tutti l’Italia. Le previsioni della Commissione Europea, tra l’altro, indicano che anche il 2013 sarà un altro anno di recessione per il Paese. Nel 2012 i consumi e la domanda interna sono diminuiti del 3 e del 2,9%, gli investimenti diretti sono calati di 4 punti e la disoccupazione, secondo l’ufficio statistico croato, supera il 2%.


Secondo l’analisi delle attività economiche del Paese di Agrapress, emerge come la superficie coltivata si suddivida in superfici arabili (66%), pascoli permanenti (27%), frutteti, vigne e uliveti (7%). La produzione biologica occupa solo l'1,2 % della superficie agricola. Non mancano le industrie di trasformazione e produzione, che soddisfano il mercato interno ed estero. Solo il comparto alimentare rappresenta il 21% dell'industria manifatturiera croata, mentre quella del tabacco il 2,5%. Ben il 20% degli occupati nell'industria manifatturiera sono impiegati in imprese alimentari. 


Gettando uno sguardo all’import/export, vediamo i principali sbocchi per le esportazioni agroalimentari croate sono Bosnia Herzegovina, Italia, Slovenia e Serbia, in cui si esportano cereali, semi, mandarini, tabacco, erbe medicinali e miele. Per quanto riguarda le importazioni, invece, si parla di maiali vivi, bovini, cacao e oleaginose, provenienti da Germania, Italia, Olanda, Brasile e Ungheria. 


Nonostante le difficoltà dell'entrata nell'Unione, comunque, il Presidente Napolitano si dice ficusioso e ha sottolineato come «Nello sviluppare capacità di stabilizzazione per una regione così importante come i Balcani occidentali e nel mantenere un dialogo costruttivo con i Paesi confinanti e vicini, la Croazia ha saputo conquistare la fiducia europea. L'appartenenza all'Unione ne rafforzerà questo ruolo. E l'Italia continuerà a sostenerlo, come ha incoraggiato e appoggiato ogni passo dell'impegnativo cammino verso il traguardo dell'adesione». Benvenuta Croazia!


 


Fonti


Il Post
Agrapress
Larepubblica.it 


 


Alessia Pautasso
A.pautasso@slowfood.it  

 
 
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