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Il rilancio degli Appennini passa da Cheese

È stata presentato oggi pomeriggio, nell’ambito della nona edizione di Cheese, il progetto “Stati Generali degli Appennini”, che vedrà confrontarsi dall’8 al 10 novembre prossimi, nelle località di Poppi (Ar), Bagno di Romagna e Santa Sofia (Fc), i protagonisti della vita, della cultura, del tessuto agro-pastorale e produttivo della catena montuosa che rappresenta la spina dorsale del nostro Paese. Lo scopo sarà quello di individuare problematiche comuni, proposte, istanze da sottoporre al mondo politico e alle istituzioni, per rilanciare un’area che può essere al centro di un nuova idea di sviluppo locale legato al territorio.

Il presidente di Slow Food Italia Roberto Burdese ha aperto gli interventi sottolineando come sia stato di buon auspicio scegliere come sede della presentazione la Sala della Resistenza del Comune di Bra: «È proprio dalla resistenza delle persone che credono a questo progetto che si potrà arrivare alla rinascita degli Appennini. Immagino questi territorio come un enorme laboratorio, un esempio per l’Italia». 

Sonia Chellini, presidente di Slow Food Umbria e coordinatrice del progetto, ne ha raccontato la genesi: «Parlando con diverse persone, anche provenienti da ambiti molto lontani, ho notato che molti problemi erano simili. Ho capito così che occorreva trovare un linguaggio comune, per porre all’attenzione nazionale le criticità di questo ampio territorio che al momento non ha voce. In un sistema che sta saltando, con la crisi che “morde”, vanno cercate soluzioni partendo dalle proprie radici, creando nuove occasioni di lavoro per i giovani in modo da rivitalizzare i territori abbandonati». 

«Dopo i Presìdi del cibo, occorrerebbe presidiare i contadini»: ha rilanciato il presidente Slow Food Emilia Romagna Antonio Cherchi. «Non si tratta di fermare il presente o cristallizzare il passato, ma trovare un modello di agricoltura in piccola scala, di qualità, virtuosa, che usi fonti energetiche alternative e che sia in grado di riappropriarsi del rapporto con i consumatori. È così che il territorio rivive e il patrimonio naturalistico torna a essere anche una risorsa turistica. Ma perché le persone tornino alla campagna, occorre anche creare valide infrastrutture: collegamenti, scuole, presidi sanitari».

Luca Santini, Presidente del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna conclude: «Il nostro è un Parco di natura ma anche di popoli e di cultura, pertanto siamo orgogliosi di sostenere e tutelare ogni iniziativa a vantaggio delle popolazioni che vivono nell’area protetta e lungo i suoi confini  tra Emilia Romagna e Toscana. Il Parco quindi, come attore principale di questo progetto, è felice di ospitare i lavori programmati per il prossimo novembre».

Vi diamo appuntamento a novembre per l’avvio del progetto e su www.slowfood.it per conoscere i dettagli dell’iniziativa. Buon Cheese a tutti! #Cheese2013

Angelo Surrusca
a.surrusca@slowfood.it 

 
 
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