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Una legge per l'agricoltura contadina

Una legge quadro sulle agricolture contadine. Ecco l’obiettivo della proposta di legge di Campagna per l’Agricoltura Contadina iniziativa nata nel 2009 e che unisce varie anime e associazioni di settore.

Nelle linee guida della proposta di legge – presentate lo scorso 10 ottobre ai gruppi parlamentari – ritroviamo richieste che non possiamo che condividere: «riconoscere i caratteri, le funzioni socio-economiche e le pratiche fondanti le agricolture contadine, rinnovare la centralità di chi coltiva direttamente la terra e sostenere questo modello attraverso norme di accesso alla terra».  

L’intento dei promotori della campagna è quello di riportare attenzione sulla importanza della biodiversità delle realtà agricole e della pluralità di modelli esistenti, seriamente messa in crisi dalle politiche dominanti: «Oltre 150 0000 aziende agricole sono diffuse in ogni angolo d’Italia, di queste l'80% sono micro e piccole realtà coltivatrici, a esse vanno aggiunte le innumerevoli pratiche di autoconsumo e di agricoltura urbana che si stanno rapidamente diffondendo. Questa diversità rappresenta un grande patrimonio per il nostro Paese, che garantisce sovranità alimentare per le comunità locali e presidio sicuro per il mantenimento dei territori montani e collinari» ben spiega Roberto Schellino portavoce della campagna. Come ben sappiamo ora questa biodiversità delle realtà agricole è messa in ginocchio dalle politiche agricole dominanti e da un corpus normativo orientato verso un unico modello d’impresa di mercato (intensiva, specializzata, capitalizzata) verso il quale sono state, soprattutto in passato, orientate in modo sostanzialmente unidirezionale le risorse della Politica agricola comune (Pac).

«Mantenere e diffondere una pluralità di modelli agricoli è invece fondamentale anche per affrontare in maniera adeguata la crisi attuale ma per questo sono necessarie misure adeguate e diversificate secondo le diverse realtà produttive agricole» prosegue Schellino.

Le richieste presentate partono dall’individuazione dei diversi caratteri fondanti le agricolture contadine quali: le forme di conduzione familiare, di comunità e cooperative legate al lavoro diretto sulla terra, dimensioni aziendali limitate, il radicamento locale, le pratiche agronomiche conservative e sostenibili, le produzioni per l'autoconsumo e la vendita diretta nei mercati di prossimità o specifici, il controllo del ciclo riproduttivo attraverso la riproduzione delle sementi locali e delle razze autoctone, la trasformazione diretta dei propri prodotti. «Tutte queste pratiche sono già presenti sul territorio sia con realtà agricole, di tradizione familiare sia di nuovo insediamento – ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini vicepresidente di Aiab, tra le associazioni che aderiscono alla Campagna –. Mentre queste realtà vecchie e nuove di agricoltura contadina che, per la maggior parte, producono con il metodo biologico offrono concrete occasioni di lavoro per i giovani la crisi economica dimostra sempre di più il fallimento del modello agricolo di tipo industriale al quale sono orientate.  Questo assurdo paradosso deve essere superato».


A cura di Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it

Fonte:
Aiab


Il Cambiamento 
greenbiz.it

 
 
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