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Riso e frumento hanno raggiunto il picco di produttività

Le principali produzioni agricole europee hanno raggiunto il loro picco di produttività. A sostenerlo è Lester Brown, presidente dell’Earth Institute di Washington: «In Francia, Gran Bretagna e Germania, tre produttori principali di frumento, l’aumento dei rendimenti negli ultimi dieci anni è stato minimo. E nel breve periodo anche altri Paesi raggiungeranno il loro rendimento massimo nella produzione del grano».
Un processo naturale? Non proprio, secondo Brown «I Paesi più avanzati stanno pagando le conseguenze di limiti “imprevisti”: in Giappone le colture di riso si sono stabilizzate a 5 tonnellate all’ettaro e non crescono da 17 anni, e anche in Cina i rendimenti delle colture risicole stanno raggiungendo il loro limite».

Dopo decenni di aumento continuo della produttività, il problema è che i Governi non hanno ben chiare le conseguenze di questo limite: «Fino al 1950 i rendimenti del grano sono triplicati. Ma quei giorni sono finiti: tra il 1950 e il 1990 l'aumento è stato del  2,2% l’anno. Sarà sempre più difficile nutrire i tre miliardi di persone in più che si prevede ci saranno nel 2050» avverte Brown. E se non è un allarme per l’Europa lo è assolutamente per Cina e India dove la popolazione cresce di 18 000 000 di persone l’anno.

In Inghilterra in realtà, sono già corsi ai ripari (a modo loro) e sono stati avviati alcuni studi per capire come mai la produttività si sia arrestata: «È vero che esiste un limite fisiologico, ma siamo convinti di essere ancora lontani da quel livello. Pensiamo sia necessario “dare una rinfrescata” al gruppo genetico di grano e frumento. Ma non è l’unico fattore» spiega Stuart Knight, direttore e agronomo presso l’Istituto Nazionale britannico di agricoltura botanica (National Institute of Agricultural Botany).
La produttività dei raccolti dipende dai semi e dalla quantità d’acqua, luce e fertilizzanti che le piante ricevono. Il fatto è che oggi ai limiti naturali si aggiungono altri vincoli: «Erosione del suolo, scarsità d’acqua e cambiamenti climatici». Una convergenza che non abbiamo mai affrontato prima.

C’è da preoccuparsi perché la soluzione per i più – tra cui il Governo britannico, la Fondazione Bill e Melinda Gates e l’Istituto internazionale di ricerche sul riso (International Rice Research Institute, Irri) - è quella di potenziare il più possibile la ricerca sulle mutazioni genetiche. «Stiamo lavorando a una tecnica che ci permetta di sovra-alimentare il riso in modo che riesca ad aumentare la produzione fino al 50%» ha dichiarato la portavoce dell’Irri.
Nessuno però che parli di riduzione drastica degli sprechi e di tecniche agricole che rispettino ambienti ed ecosistemi frenando erosione del suolo e cambiamenti climatici.

A cura di Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it
Fonte: The Guardian - European capacity to grow food is plateauing, scientist warns

 
 
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