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Confusione vs trasparenza

Il nostro interessamento alle etichette alimentari non è nuovo e già a Cheese 2011 presentammo l’idea  di etichetta narrante partendo dalla constatazione che, troppo spesso, le etichette dei prodotti in commercio non contengono tutte le informazioni utili al consumatore che voglia avere una conoscenza più approfondita del prodotto che sta acquistando.

Le etichette alimentari infatti, anche se a norma di legge, spesso lasciano senza risposta molte delle nostre domande: sulla qualità delle materie prime, sul tipo di agricoltura o allevamento da cui provengono, sul reale valore nutritivo degli ingredienti. Al momento, non sono molte le etichette in grado di fornire vera informazione. Inoltre non sempre i consumatori hanno gli strumenti per comprenderle appieno. Anzi spesso e volentieri le diciture farraginose e ambigue. Dal Fatto alimentare riportiamo alcuni claim che hanno ricevuto la necessaria approvazione dell’Efsa e che rientrano nei criteri stabiliti dalla norma. Se dal punto di vista giuridico dunque sono assolutamente legittimi, certo è che ben poca chiarezza forniscono al consumatore. 

«La sostituzione di amidi digeribili con amido resistente in un pasto contribuisce alla riduzione dell’aumento del glucosio ematico post-prandiale”
«La betaina contribuisce al normale metabolismo dell’omocisteina»
«La biotina contribuisce al normale metabolismo dei macronutrienti»
«Il calcio interviene nel processo di divisione e di specializzazione delle cellule»
«Il folato contribuisce alla normale emopoiesi»
«Il magnesio contribuisce all’equilibrio elettrolitico»
«Il selenio contribuisce alla normale spermatogenesi»
«Lo zinco contribuisce al normale metabolismo acido-base»
Utilissime…

Invece vogliamo segnalare una bella iniziativa avviata dalla Coop che ha avviato una campagna con lo scopo di fornire l’indicazione d’origine delle materie prime degli oltre 1400 prodotti a marchio coop ripercorrendo a ritroso la filiera, dalla tavola al campo. Basta digitare il codice a barre o il nome del prodotto su www.cooporigini.it per ottenere tutte le info relative alle principali materie prime impiegate nelle produzioni. E chi desidera le stesse info immediatamente disponibili può scaricarsi una comodissima app.

Alla conferenza stampa di presentazione del progetto ha partecipato anche presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo de Castro che ha lodato l’iniziativa: «Informare non vuol dire condizionare la scelta» come per esempio come avviene con il sistema dei semafori proposto dall’Inghilterra «non si informa, ma si condizionano i consumatori». E De Castro si è fatto scappare che «a brevissimo ci saranno novità importanti in tema di etichettatura, nonostante sia appena stato approvato un regolamento».


Non sarebbe male si seguisse l’esempio della Coop o delle nostre etichette narranti…

 
 
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