Va avanti il percorso del Commissario Europeo all’Agricoltura e sviluppo rurale Dacian Ciolos impegnato nel mettere a punto un piano di rilancio dell’olio d’oliva: in occasione del Comitato di gestione per il settore (in calendario il 6 febbraio prossimo a Bruxelles) la proposta verrà presentata ai rappresentanti tecnici dei 27 Stati membri. «Mettiamo in campo misure – ha spiegato Cioloş all'Ansa – che hanno come obiettivo quello di rivedere gli standard di qualità dell’olio d’oliva per evitare frodi, sostenere gli agricoltori di quelle regioni che necessitano un miglior adeguamento del livello e del tipo di produzione rispetto al mercato e di preservare e promuovere l’immagine dell’olio d’oliva europeo, anche per meglio tutelare informare il consumatore».
Un punto decisivo quest’ultimo su cui da anni Slow Food si spende: «Il problema fondamentale è proprio quello dell’informazione (ed educazione) al consumatore», spiega Diego Soracco, curatore della Guida agli extravergini edita da Slow Food: «anche in Italia, dove in teoria la cultura e l’uso dell’olio dovrebbe essere più radicata, siamo molto carenti da questo punto di vista. Basti pensare a quanti ancora non conoscono le differenze (fondamentali) tra olio di oliva e olio extravergine, figuriamoci distinguere olii di diversa qualità».
Nel piano, il Commissario vorrebbe inserire la possibilità di spingere gli Stati membri a richiedere l’uso di imballaggi che non consentano il riempimento con altre qualità di olio d’oliva. Una proposta in linea con il divieto dell’ampolla al ristorante introdotto dalla legge Mongiello, la “Salva olio italiano” approvata il 19 dicembre scorso in via definitiva e attualmente in attesa del giudizio della Commissione - Bruxelles ha tre mesi per far pervenire eventuali contestazioni. La notifica alla Commissione è stata effettuata il 21 novembre, quindi la legge non sarà in vigore almeno fino al 22 febbraio prossimo [ndr].
«Vietare l’ampolla e imporre imballaggi che impediscano la contraffazione, aiuterebbe tutti: i consumatori verrebbero messi al riparo dalle frodi e i produttori, che nel bene e nel male sarebbero in prima linea, sarebbero costretti a prendersi le proprie responsabilità. Purtroppo i ristoratori faticano a capire che un buon olio al tavolo è un vantaggio per tutti…» ci spiega ancora Soracco.
Per la proposta del Commisario si tratta di un primo confronto tecnico e dunque non un incontro decisivo: «L’auspicio è che passino le misure in programma e che realmente ci sia l’impegno delle istituzioni per tutelare i consumatori e le produzioni di qualità che lavorano onestamente» conclude Soracco.
A cura di Michela Marchi
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Fonte: Ansa
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