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La biodiversità a Terra Madre 2010
 
Spazi e appuntamenti tra Oval e Lingotto

La salvaguardia della biodiversità alimentare è uno dei principi fondamentali dell’associazione Slow Food: tutta la rete di Terra Madre è quotidianamente impegnata per difendere il cibo locale e quei prodotti d'eccezione perfettamente integrati alle caratteristiche morfologiche, climatiche, culturali e tradizionali di un territorio.
La biodiversità è uno degli otto punti del documento sulle politiche alimentari che a fine anno le comunità consegneranno in tutto il mondo ai food policies maker.

La varietà di ambienti naturali e di specie viventi, animali e vegetali, che popolano il nostro pianeta si sta riducendo: nel corso di un secolo si sono estinte 300 000 varietà vegetali e continuano a estinguersi, al ritmo di una ogni sei ore. Ogni anno spariscono 17 milioni di ettari di foreste (l’equivalente dell’Austria). Dall’inizio del Novecento abbiamo perso il 75% della diversità genetica fra i prodotti agricoli e oggi meno di trenta piante nutrono il 95% della popolazione mondiale. In Europa si è estinta la metà delle razze esistenti all’inizio del secolo e un terzo delle restanti 770 rischia di scomparire nei prossimi vent’anni.

Slow Food e la rete di Terra Madre lavorano per salvaguardare la diversità delle varietà e delle razze che sono parte della nostra alimentazione. Perdere una razza significa rinunciare per sempre a un patrimonio genetico unico e irripetibile, frutto di millenni di selezioni da parte dell’uomo e dell’ambiente naturale, ma significa anche rinunciare ai sapori di un territorio, perché una razza vuol dire carne, latte, salumi e formaggi. L’abbandono delle razze autoctone a favore di altre più produttive significa sempre e comunque un mutamento organolettico: il legame con il territorio è più debole, il prodotto più banale e spesso diminuisce la qualità. Ma ci sono casi ancora più gravi: a volte una materia prima diversa rende inefficace la tecnica di lavorazione tradizionale e, quindi, con le razze, si perdono anche i prodotti.

Per tutelare la biodiversità alimentare, Slow Food ha messo a punto l’Arca del Gusto e i Presìdi, progetti che sostengono le piccole produzioni di eccellenza a rischio di estinzione, valorizzano territori, recuperano mestieri e tecniche di lavorazione tradizionali, salvano dall’estinzione razze autoctone e antiche varietà di ortaggi e frutta.

La biodiversità al Salone del Gusto, al Lingotto:

Dal Salone del Gusto del 2000, in cui ne venne presentato il primo centinaio, i Presìdi in tutto il mondo sono diventati più di 300.

Il Salone è stato un momento di confronto su tutte le attività in corso: per esempio, il 25 ottobre (10h00 – sala Avorio) si è riunita la Commissione Internazionale dell’Arca del Gusto (presieduta da Didier Chabrol) per fare il punto sul progetto, sui prodotti selezionati ad oggi, sui criteri di selezione e sugli obiettivi futuri. Hanno partecipato i rappresentanti di 14 Paesi.

Alcune conferenze aperte ai visitatori del Salone erano dedicate alla tutela della biodiversità:

venerdì 22 ottobre - ore 15 - Sala Avorio
29° parallelo: la terra del dattero
La straordinaria biodiversità delle antiche varietà dei datteri libici. Conferenza di presentazione del progetto "Miglioramento e valorizzazione della palma da dattero nelle Oasi di Al Jufra" sostenuto dal Ministero per gli Affari Esteri e dall'Istituto Agronomico per l'Oltremare sulla valorizzazione delle antiche varietà dei datteri libici. E' stata presentata la pubblicazione curata da Slow Food e proiettato il documentario relativo al progetto.
Con Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità – Onlus.

venerdì 22 ottobre - ore 18 - Sala Azzurra
Resistenza casearia
Un titolo impegnativo, ma di significato esplicito, in riferimento alla necessità di una vera e propria... liberazione per il comparto delle piccole produzioni casearie di qualità. Una chiamata per tutti coloro – produttori, consumatori, ricercatori, giuristi, tecnici - che preferiscono fare e assaggiare i formaggi veri: senza fermenti, senza pastorizzazione, senza OGM, da animali ben allevati, possibilmente di razze locali.
Con Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità – Onlus e Roberto Rubino, ricercatore CRA – Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura.

sabato 23 ottobre - ore 12 - Sala Avorio
Il miele raccontato ai bambini
Il Miele – La magia delle api è il quarto volume della collana Per mangiarti meglio, nata per proporre a un pubblico giovanissimo i temi cari a Slow Food, con stile, linguaggio e illustrazioni adeguati, opera di rinomati autori e illustratori per l’infanzia. Qui si racconta la produzione del miele, dando ampio risalto all’affascinante mondo delle api e al loro fondamentale legame con la biodiversità.
Con l'autrice Francesca Valente; le illustratrici Benedetta Giaufret ed Enrica Rusinà; Simona Luparia, curatrice della collana; Francesco Panella, presidente di UNAAPI; Andrea Paternoster, produttore, Azienda Agricola Mieli Thun.

sabato 23 ottobre - ore 15 - Sala Azzurra
Territori e identità: luoghi, persone, evoluzioni
Ogni territorio ha un proprio profilo, fatto di elementi pedoclimatici, pratiche colturali, conoscenze tradizionali costantemente aggiornate. I suoi abitanti, e i paesaggi cui essi hanno dato vita, sono una miscela di caratteristiche fisiche e istanze culturali. Occorre capire come nasce ed evolve l'identità di un territorio, per coniugare le peculiarità produttive con la valorizzazione dei saperi tradizionali, senza rinunciare né al mercato né all'identità.
Con Yann Grappe, docente di Storia del Vino, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; Giuseppe Alai, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano; Giovanni Belletti, Dipartimento di Economia, Università di Firenze; Claudia Ranaboldo, Ricercatrice di Rimisp - Centro Latinoamericano para el Desarrollo Rural.


sabato 23 - ore 18 – Sala Avorio

ll buon packaging: imballaggi responsabili e sostenibili
Il “Premio per il Migliore Eco-Packaging dei Presìdi Slow Food” promuove imballaggi ecologici, riciclabili, che non inquinano. Imballaggi che al tempo stesso preservano le caratteristiche del prodotto tradizionale e del territorio, perché possano essere apprezzate dal consumatore. Esperti di sostenibilità ambientale, materiali, conservazione degli alimenti, provenienti dal mondo accademico e da quello della distribuzione hanno discusso di nuovi percorsi futuribili.
Con Clara Ceppa, docente di Disegno Industriale, Politecnico di Torino; Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità – Onlus; Raffaella Ponzio, responsabile Ufficio Presìdi, Slow Food Italia; Andrea Distefano, responsabile relazioni istituzionali, Novamont e direttore della rivista Valori; Primo Barzoni, amministratore delegato di Palm; Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco; Antonio Lui, Amministratore Delegato di Verallia; Antonio Russo, direttore del Consorzio Nazionale Acciaio; Marco Gasperoni, direttore generale di Rilegno; Maurizio Mariani, Amministratore Delegato di Sotral; Emidio Mansi, responsabile commerciale Italia di Pastificio Garofalo.


La biodiversità a Terra Madre, Oval:

A Terra Madre hanno partecipato i rappresentanti dei Mercati della Terra e di tutti i Presìdi Slow Food, anche di quelli che non avevano uno stand al Salone del Gusto perché il prodotto, per esempio, non era disponibile.
All’Oval, una sala era dedicata alla presentazione dei progetti della rete per salvaguardare la biodiversità e promuovere l’educazione alimentare e al gusto. La sala dei progetti Slow Food era uno spazio in cui i delegati potevano scoprire le attività in corso in più di 150 paesi e, allo stesso tempo, hanno potuto registrare una testimonianza sulle iniziative in cui erano coinvolti.
Nella sala dei progetti Slow Food si sono tenute anche alcune conferenze aperte agli ospiti di Terra Madre e particolarmente legate al tema della tutela della biodiversità:

Venerdì 22 ottobre - 15.00 Oval - Sala dei progetti Slow Food

I prodotti di origine, un’opportunità per l’agricoltura africana
La Fondazione Slow Food, in collaborazione con la FAO, sta mappando le produzioni tradizionali di quattro paesi africani: Mali, Senegal, Sierra Leone e Guinea Bissau. I produttori stessi presentano a Terra Madre la biodiversità dei loro territori: dal frutto di baobab al fonio, dalla cola al kram-kram.
Attività organizzata con il contributo della Cooperazione Italiana allo Sviluppo-Ministero Affari Esteri e la Fao - Fondo Sicurezza Alimentare, progetto “Inter Country Coordination for West Africa Food Security” GTFS/SIL/O28/ITA


Sabato 23 ottobre - 14.00 Oval - Sala dei progetti Slow Food

Dalla tradizione alla modernità, le foglie al servizio della sovranità alimentare in Africa
Dalle foglie di Moringa stenopetala (albero endemico etiope ed elemento centrale nella cultura del popolo Konso) alle foglie di niebé, usate nella gastronomia locale africana e ottime per l’alimentazione infantile. Alcuni produttori e consumatori hanno presentato i diversi utilizzi delle foglie e la loro importanza per la sovranità alimentare in Africa.

Sabato 23 ottobre - 15.00 Oval - Sala dei progetti Slow Food
Il pesce buono, pulito e giusto, una campagna internazionale di Slow Food
Il tonno rosso è vicino all’estinzione, il salmone selvatico, il pesce spada e il merluzzo dell’Atlantico sono gravemente minacciati. Negli ultimi trent’anni il consumo di pesce è raddoppiato e la pesca si è trasformata in una gigantesca industria. L’acquacoltura non è una soluzione perché la maggior parte dei pesci è alimentata con farina di pesce.
E dunque? Dobbiamo smettere di mangiare pesce? No, ma ognuno di noi può dare un contributo, facendo la scelta giusta dal pescivendolo. Per questo Slow Food ha avviato la campagna internazionale Slow Fish, presentata in occasione di Terra Madre 2010.
Attività realizzata con il contributo della Lighthouse Foundation


Domenica 24 ottobre - 10.00 Oval - Sala dei progetti Slow Food

Piccole comunità presidiano
A Capriglio, intorno a un piccolo peperone, rinasce la vita di una comunità. A Cortereggio, gli abitanti di una frazione si stringono intorno al recupero di un fagiolo storico, coltivato lungo il torrente Orco. A Orbassano, un sedano viola fa rivivere gli orti che un tempo davano cibo a tutta la metropoli. Sulle Alpi Orobiche, i piccoli produttori di stracchino rivendicano il primato di una tradizione antica, oggi svalorizzata da produzioni industriali. Una cooperativa in Val Brembana lavora piccoli formaggi Agrì, che si impastano come  gnocchi.
I Presìdi italiani si arricchiscono di 22 nuovi progetti, piccoli esempi di buona agricoltura italiana.
Al termine degustazione di stracchino all'antica delle valli Orobiche e di Agrì di Valtorta, Presìdi Slow Food


All’interno dell’Oval, è stato allestito un percorso didattico interattivo sulla biodiversità, a disposizione di tutti gli ospiti di Terra Madre. In questo spazio è stato possibile capire meglio che cosa si intende per “varietà e razze autoctone”, “tecnica tradizionale”, “ territorio”, sono state raccolte informazioni sulla perdita di biodiversità a livello internazionale, e sono state presentate delle buone pratiche per un’agricoltura sostenibile e un allevamento estensivo. Il percorso è stato costruito con immagini, giochi, questionari e degustazioni.
La prima parte è stata dedicata alle varietà vegetali, raccontate con cento mele di diverse forme e colori, rappresentazione di culture e sapori differenti, di un patrimonio genetico insostituibile, frutto del lento adattamento della varietà al territorio. Accanto a queste, sono state esposte le 5 varietà che sono normalmente disponibili sugli scaffali di tutto il mondo.
Una seconda parte ha avuto per protagoniste le razze: accanto alle razze autoctone tradizionali è stata presentata la Frisona, che produce da sola l’80% del latte venduto in Europa.
L’attenzione del visitatore è stata quindi portata sull’importanza del territorio, valorizzato dalle piccole produzioni, cancellato dall’agroindustria. A esemplificare il legame fra cibo e territorio, c'era il miele: sono arrivati campioni di assaggio da ogni parte del mondo.
Seguiva una sezione sull’uomo, che è all’origine di ogni prodotto, con il suo sapere artigianale e la sua abilità nel trasformare le materie prime. Il cibo era presentato nella sua valenza culturale, come crocevia di paesaggi e tradizioni. In conclusione, dopo una tappa dedicata alla sostenibilità dei prodotti (e del packaging), il percorso ha sfociato nello spazio conclusivo, che presentava la mappa di tutti i Presìdi.

Il percorso, che intendeva spiegare a produttori e coproduttori la biodiversità alimentare, ha utilizzato l'esempio del territorio transalpino e dei cibi emblematici prodotti tra Italia e Francia.
Questa attività era cofinanziata dall’Unione Europea, Fondo europeo di sviluppo regionale – Programma ALCOTRA 2007-2013, nell’ambito del progetto PROMO TERROIR.

 
 
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