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Suoni di Terra Madre
 

I Suoni di Terra Madre sono stati parte integrante del grande meeting di Torino 2010.
I protagonisti della seconda edizione sono stati quei musicisti e ballerini delle comunità del cibo e non che, condividendo la filosofia di Slow Food e Terra Madre, ne sono ambasciatori nel mondo.
In questo scenario, i Suoni di Terra Madre 2010 hanno ospitato sia interpreti della tradizione, gli “alberi di canto”, sia musicisti professionisti che con spiccata sensibilità hanno saputo sviluppare il proprio percorso artistico attraverso le difficili strade della riproposta e della reinvenzione della musica orale.

È così che Terra Madre è stata ancora una volta autentica cassa di risonanza per le voci e i suoni che da sempre sono indissolubilmente legati alla terra e al cibo e che con la terra e il cibo scandiscono la vita dell’uomo.

Tutti i concerti si tenevano sul palco tra il Lingotto e l'Oval, accessibile ai delegati di Terra Madre e a tutti i visitatori del Salone Internazionale del Gusto.

Direttori artistici: Azio Citi e Raffaele Pinelli


Elenco dei gruppi partecipanti:


1) MUSETTA – Appennino Piacentino

I Musetta sono un gruppo storico di musica tradizionale italiana originario dell'Appennino Piacentino. Questa zona, chiamata le quattro province, ha mantenuto intatto il suo repertorio di musiche, danze e canti. Le musiche del gruppo si alternano tra antiche melodie da ballo (alessandrina, monferrina, giga, etc.), e danze più recenti come polka, mazurca, valzer. A repertorio, figurano quei brani che scandivano i momenti della la vita contadina (questue, leva, battesimi e matrimoni). Il gruppo utilizza strumenti tradizionali: il piffero e la cornamusa. L'uso combinato dei due strumenti è denominato musetta.
venerdì 22 ottobre 13h30

2) LOU JANAVEL – Piemonte

La passione comune per la musica, le melodie dei trovatori e dei menestrelli occitani, l'innamoramento per un paese che dalle Alpi Piemontesi si estende al Golfo del Leone e di Biscaglia, ha condotto questi musicisti a riproporre antiche canti e ballate, senza esasperazioni archeologiche e stilistiche, ma con disincanto e ironia, tanto da assumere bonariamente il nome di “Janavel” (Barbagianni).I loro strumenti sono quelli della tradizione occitana: organetto, tamburello, chitarra e ghironda.
venerdì 22 ottobre 17h30

3) BARBAPEDANA - Veneto

Il gruppo promuove la conoscenza e la diffusione delle musiche di alcune minoranze etniche dell'Est europeo, in particolare degli zingari Rom e del mondo Yiddish del Centro Europa e dei Balcani.
Le musiche proposte spaziano da quelle tzigane a quelle ebraiche dell'Europa Orientale, con un approccio libero, creativo, filtrato da una sensibilità moderna, sempre attento però a rispettare le radici delle musiche presentate, perfettamente consapevoli del valore culturale del patrimonio riproposto.Il repertorio è tratto dai sei CD del gruppo e da “Ziveli” e dalla recente antologia "Ghetto Klezmorin".
domenica 24 ottobre 11h30

4) SANDRA, MIMMO BONINELLI & DUDU' KOUATE – Lombardia

Sandra e Mimmo sono ricercatori e ripropositori del canto popolare bergamasco; con Dudù Kouate, musicista griot senegalese depositario di saperi tradizionali (culture wolof e bambarà), propongono uno spettacolo che riprende storie e canti tradizionali, giochi infantili, filastrocche ecc. Un combinato e riuscito connubio di riflessione sulla contemporaneità dove il confronto tra culture è uno sforzo comune per promuovere “integrazione attiva” e “umanesimo della convivenza”.
domenica 24 ottobre 10h30

5) I CANTORI DELLA TRADIZIONE PARCO DEI NEBRODI – Sicilia

Questo gruppo di Galati Mamertino, paese del Parco dei Nebrodi, è composto da anziani del luogo, appartenenti all'antica e prestigiosa “Società liberale di mutuo soccorso”, cui si aggiunge il contributo del direttore artistico Antonio Smiriglia, noto autore ed esponente della word music dei Nebrodi. I Cantori propongono un repertorio di antiche canzoni i cui si esprimono: la fatica e la rabbia per la durezza del lavoro, l'ebbrezza delle feste contadine, la dolcezza del corteggiamento amoroso. I loro brani attingono dalla tradizione, ma sono di straordinaria attualità, perché lavoro e amore restano sempre una costante dell'esperienza umana. Nel loro canto si avverte come la presenza dell'uomo dei campi ha “storicizzato” un paesaggio di grandi suggestioni.
sabato 23 ottobre 15h00

6) SALTAMARAN – Veneto (Gruppo di Ballo)

Per i Saltamaran, il ballo rappresenta la memoria delle comunità agricole della fascia pedemontana Vicentina, dove veniva e viene coltivato il mais Marano. Il ballo simboleggia la festa e la conclusione del ciclo di lavoro nei campi. Quegli armonici movimenti corporei e quelle gestualità, tuttavia, se non vengono traslate infiacchiscono e scompaiono; il passaggio testimoniale è quindi un atto dovuto: queste sono le intenzioni dei ballerini Saltamaran. Quando poi, le gestualità, gli abiti indossati, sono il frutto di una meticolosa ricerca storica effettuata dal dott. P. Coluzzi per le coreografie, dal dott. A. Savio per i costumi e, per le musiche, dai maestri M.Brian e D. Zamboni, allora sì che il ricordo è rinascita e va oltre il tempo.
sabato 23 ottobre 17h00

7) I PETRI CA ADDUMUNU – Sicilia

I Petri che addumunu (così è chiamato lo zolfo nell'interno della Sicilia) iniziarono la loro esperienza artistica nel 1999; si sono costituti nell'anno 2008 nell'Associazione culturale denominata “Centro Siciliano di Cultura Popolare I Caminanti”. Conducono ricerche e svolgono attività didattiche volte alla trasmissione del patrimonio di canti e musiche della tradizione siciliana. Svolgendo il ruolo dei cantori tradizionali di strada, i Petri portano in giro le laudi e le lamentazioni della Settimana Santa, le serenate dei mesi estivi, le novene del mese di dicembre. Tale ricerca è interpolata con lo studio delle sonorità dei popoli migranti nel bacino del Mediterraneo. Il loro impegno artistico e la loro scrupolosa ricerca sono stati riconosciuti con le produzioni discografiche, e anche con la partecipazione a programmi televisivi e radiofonici.
sabato 23 ottobre 10h30

8) LA MALINTESA – Piemonte (Gruppo di Ballo)

Il gruppo propone antiche danze e musiche delle vallate occitane che esprimono attraverso la gestualità, le figure dei danzatori e la riproduzione di suoni di antichi strumenti l'allegria del ritrovarsi insieme. Le danze vengono eseguite in occasione di feste agro-pastorali: il risveglio dell'orso, la fiera della pecora Sambucana, il falò di San Giovanni, la festa della segala e altre occasioni che invitano la gente a riscoprire e valorizzare i prodotti locali. Si avvalgono della collaborazione di validi strumentisti con ghironda, percussioni, organetto, semiton, contrabbasso, pive e fiati vari. Ogni danza viene preceduta da una breve presentazione.
domenica 24 ottobre 14h00

9) CORO INGRATO – Lombardia

Il gruppo annovera tra i suoi membri tre ricercatori, è attivo nel campo del canto sociale e sta attualmente lavorando sulla ricerca, raccolta e riproposta, fedele alle fonti, di canti propiziatori della tradizione contadina. Questi pezzi raccontano il rapporto tra lavoro e produzione del cibo, fra fatica quotidiana e lotta sociale e sono presentati nella versione originale, in italiano o in dialetto (prevalentemente) lombardo. Nel repertorio sono anche inclusi canti tradizionali di filanda e di emigrazione.
venerdì 22 ottobre 14h30

10) SANCTO IANNE – Campania

Il nucleo originario del gruppo nasce nel 1995 e fonda la propria musica su un profondo rapporto emotivo con la cultura e le tradizioni della propria terra, il Sannio Beneventano. Gli specialisti del settore hanno definito la loro originale ed accattivante proposta “neo-folk d'autore dalla straordinari capacità di coinvolgimento”, in cui convivono, in maniera naturale, pulsioni rock e musica blues, sonorità arabe e ritmiche balcaniche, ballate malinconiche e ipnotiche tammuriate. I Sancto Ianne hanno realizzato tre dischi, tutti con la FolkClub Ethnosuoni e hanno suonato nei più importanti festival in Italia e all'estero, ricevendo sempre grandissimi consensi di critica e di pubblico.
sabato 23 ottobre 11h30

11) RAVIOLE AL VIN – Piemonte

La fisarmonica e la voce di Luigi Barroero sono l'asse portante del gruppo mentre Carla è l'unica voce femminile. Barroero, amante a dismisura della sua madre Langa, è anche compositore e autore di pezzi che vanno dalla commozione allo sberleffo. Sempre presenti nelle manifestazioni Slow Food quando la musica è protagonista, sono anche "professori onorari" delle tradizioni canore all'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
venerdì 22 ottobre 11h30

12) ARTEDDECA – Sud Italia (Gruppo di Ballo)

"Tene Arteddecca”, così nel salernitano si dice di una persona molto attiva. Un incontro di persone desiderose di riscoprire le proprie radici attraverso musica, canti e balli; nella ricerca di fonti; nello studio di sonorità e stili. Canti di lavoro, d'amore, di pizziche (Salento), con il loro ritmo ipnotico; di tammuriate (Campania), un cerchio magico tra tammorra, cantore e danzatori; di tarantelle calabresi, esuberante ritmo con la “rota” guidata da “u mastru e ballu”; di tarantelle e canti del Gargano e dell'Irpinia. Un gruppo che cerca nella musica una fonte inesauribile di sensazioni.
domenica 24 ottobre 15h00

13) DONNE DI GIULIANELLO – Lazio

Canti polivocali o monodici per sole voci femminili, trasmessi oralmente da madre in figlia durante il lavoro nei campi. Le esecutrici non sono costituite in gruppo e la formazione varia secondo gli impegni di famiglia o di lavoro. Sono tutte contadine o in attività o in pensione, tranne un paio che dopo aver lavorato nei campi per oltre trent’anni adesso vendono pane cotto in forno a legna. Nel loro repertorio canti del lavoro, paraliturgici legati alla religiosità popolare (es. canto della passione di Cristo o di ringraziamento), della festa (stornelli ciociari), del matrimonio (brindisi, canto alla sposa) e a poeta (identica formula melodica e metrica usata dai poeti in ottava rima con la quale raccontano liete o tristi storie d’amore).
venerdì 22 ottobre 10h30

14) COMUNITA' SONORA LA FRASCA & LA GREGNA – Campania

Il gruppo musicale “La Frasca & La Gregna”, nato in occasione del Terra Madre Campania 2009, è l'unione dell'Associazione culturale “La Frasca” con il Gruppo sonoro “La Gregna”. L'Associazione culturale “La Frasca” è una realtà consolidata da circa un decennio a Bisaccia, piccolo paese dell'Irpinia, nell'entroterra campano, ed è un gruppo di ragazzi dediti alla ricerca delle tradizioni popolari. Il Gruppo sonoro “La Gregna” nasce a Scampitella e rappresenta la vera tradizione folkloristica di uomini che hanno vissuto un mondo ormai scomparso. Il successo di questa fusione risiede nell'integrazione di generazioni con percorsi di vita differenti.
sabato 23 ottobre 16h00

15) ORCHESTRA MILANESE – Lombardia

L'Orchestra milanese propone un repertorio di canzoni del patrimonio popolare della città. Si spazierà da Danzi, Fo, Carpi, Jannacci,Gaber, Della Mea, Svampa-Brassens, Strehler, per arrivare al canto recitato d'osteria. Le voci sono quelle di Anna, Paolo e Angelo Bissolotti, con un quintetto composto da: Gigi Marson (piano) Ciaccio De Rossi (violino), Gianni Cannata (contrabbasso), Vincenzo Caglioti (organetto), Gi Marchesi (chitarra). Il risultato è uno spettacolo di intrattenimento vivace, un affresco allegro e di stralunata tragicomicità che rappresenta le modalità musicali mimiche e linguistiche di Milano.
sabato 23 ottobre 14h00

16) PEQUEÑAS HUELLAS

150 bambini di tutto il mondo presentano la loro musica come strumento di pace tolleranza e cultura. L'associazione internazionale con sede a Torino è stata fondata da Sabina Colonna-Preti nel 2004. Tra i numerosi padrini figurano Claudio Abbado e Carlin Petrini. Le esibizioni di pequeñas huellas favoriscono lo scambio tra bambini e ragazzi provenienti da culture e realtà diverse: con la loro musica e le loro storie, contribuiscono a riportare all'attenzione del pubblico e dei media grandi temi e gravi emergenze umanitarie. Si esibiranno al concerto inaugurale di Terra Madre con musiche dei cinque continenti.
gioverdì 21 ottobre - CONCERTO INAUGURALE

17) RELAZIONI SONORE – Italia

E' un'orchestra stabile giovanile nata grazie al supporto dell'associazione in cooperazione internazionale Moxa e sviluppatasi nell'ambito della rete delle scuole medie della città di Modena. Un'ensemble che utilizza strumenti etnici e convenzionali che non vuole essere solo logo di composizione ed espressione musicale, ma anche modalità educante e di corretta relazione interculturale, in cui i giovani, attraverso la pratica ponte della musica d'insieme,possano interagire con l'altro in modo positivo.
venerdì 22 ottobre 15h30

18) SABA ANGLANA

Tra canto e narrazione, Saba porta sul palco la sua musica di geografia e spezie, che si tinge dei colori del deserto, del rosso della terra e dell'azzurro del mare.
"BIYO", il nuovo Album di Saba registrato tra Etiopia e Italia, è un viaggio intenso che attraversa territori e disegna scenari. Immaginate lingue diverse, dall'italiano all'inglese, dall'amarico al somalo: i linguaggi di culture in contatto nel passato storico e nel presente vivo della nostra società moderna. Sono le lingue che compongono la storia personale di Saba, che dopo la pubblicazione internazionale dell'album d'esordio "Jidka - TheLine" , torna con questo lavoro ricco di energia visionaria a parlarci soprattutto dell'oro blu, l'acqua delle emergenze attuali e delle guerre future. L'acqua che unisce e l'acqua che divide.
Saba canta alla Terra: "Madre, non ti ferisco se scavo piano il tuo pozzo e bevo al tuo seno sacro? Il mio volto si bagnerà di perle luminose, sparse come note d'amore". Con lei sul palco, la kora e il djembé di Cheikh Fall, la chitarra di Taté Nsongan e il basso di Martino Roberts.
Il concerto fa parte dell’evento finale del Programma WMida Donne (Migrant Women for Development in Africa), realizzato da OIM - Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e Ministero degli Affari Esteri.
venerdì 22 ottobre 16h30


19) MACHINE AVANT

Il progetto artistico, nato da un'idea di Raffaele Pinelli e Remy Boniface, riunisce per la prima volta in Italia alcuni tra i più giovani e affermati organettisti del Paese (R. Boniface, S.Bottasso, F. Gambetta, R. Pinelli), coadiuvati per l'occasione da un'insolita sezione ritmica formata dalle percussioni del'OrchestrAniké (K. Diarra, M. Giovinazzo e M. Gino), dal basso elettrico di M. Inaudi e dalle voci di tre ospiti d'eccezione: Maura Susanna, Saba Anglana e Alberto Visconti. Fulcro dell'inedito ensemble è l'organetto: questo strumento popolare dell'età industriale, diffusosi ad ampio raggio in tutto l'occidente, negli ultimi trent'anni ha intrapreso un rapido percorso di emancipazione che lo ha portato a oltrepassare i confini delimitati dalla musica di tradizione orale per approdare con successo anche in mondi musicali storicamente a lui lontani come, per esempio, il rock, il jazz e la musica d'autore. Lo spettacolo, la cui prima assoluta sarà in seno al grande evento Terra Madre 2010 in occasione della cerimonia di chiusura, muoverà il suo percorso tra la musica di tradizione, la reivenzione della stessa e nuove composizioni, in un dialogo costante tra passato e presente. Inoltre, si avvicenderanno sul palco anche alcuni dei gruppi che hanno partecipato alla seconda edizione de I Suoni di Terra Madre.
domenica 24 ottobre - sera - CONCERTO DI CHIUSURA



20) AKUD MIRCE ACEV

La Teshkoto (lett. "la più difficile") è artisticamente la più potente ed emozionante danza popolare macedone. I danzatori che si inginocchiano in equilibrio sui tamburi è l'immagine che più frequentemente viene associata a questo ballo.
Nata nelle vallate della Macedonia occidentale, tradizionalmente terra di emigrazione, il Teshkoto ben rispecchia la dura vita delle popolazioni locali. Questa danza, infatti, veniva messa in scena per salutare la partenza dei giovani che andavano a passare la stagione, o anni, all'estero per guadagnare denaro per le loro famiglie. L'unicità di questa danza e il suo forte valore culturale, hanno spinto l'UNESCO a farne un patrimonio intangibile dell'umanità. Strumenti: un tamburo (Tapan), due flauti (Zurli).
domenica 24 ottobre 16h00

 
 
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