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Terra Madre Giappone
 
La seconda edizione di Terra Madre Giappone si è tenuta dal 2 al 4 dicembre 2011 a Unzen.
A qualche mese dalla gravissima catastrofe che ha colpito il Paese, l'evento ha riunito decine di delegati nel luogo in cui è stato aperto il primo Presidio giapponese, quello dell'insalata takana di Unzen. L'incontro, oltre che da Slow Food Japan e dalla condotta di Nagasaki, è stato organizzato dal comune di Unzen e dall'associazione per le verdure tradizionali di Unzen.

Il Giappone è una terra ricca di risorse naturali: la varietà climatica e geografica garantisce una produzione variegata sia nel settore della pesca che in quello agricolo.
Il recente terremoto con l'incidente nucleare che ne è conseguito ha però ricordato ai Giapponesi quanto sia importante rispettare l'ambiente che li ospita. La stessa natura che fornisce tutte queste ricchezze può infatti anche mostrare la sua faccia più terribile e spaventosa. Questo evento ha risvegliato le coscienze dei Giapponesi, facendo loro ulteriormente capire la crucialità del tema della biodiversità e di una produzione agro-alimentare, nonché di un modello di vita, che "vengano a patti" con la natura.
Per questo, il tema dell'evento è stato riassunto in: "Nutrire la biodiversità ambientale, biologica, gastronomica e umana - verso un'agricoltura, un cibo e una vita compatibili con la natura".

L'evento era diviso in due parti principali. Nella prima sono state presentate diverse attività o esperienze: la leader del convivium di Fukushima ha parlato delle sue riflessioni di fronte all'incidente nucleare, lo chef Tsukada (già presente a Torino per Terra Madre 2010) ha raccontato la sua esperienza di cuoco e l'importanza del legame tra cucina, produttori e territorio, la signora Baba, leader del gruppo delle produttrici dell'insalata coi nodi di Unzen, ha rivissuto le tappe della sfida per il recupero di questo prodotto, e il giovane regista Watanabe, con il fiduciario di Slow Food Yamagata, ha presentato il suo documentario: "Le ricette riportate alla luce", centrato sulla cucina tradizionale di Yamagata.

La seconda parte era invece occupata dai seminari tematici: "La biodiversità in agricoltura", "Il progetto Arca del Gusto", "Agricoltura ed educazione Slow: contadini che producono cibi, artigiani che producono utensili e oggetti per cucinare", "Convivere con la minaccia della natura". Anche la penisola di Shimabara, vicino a Unzen, è stata in passato teatro di una catastrofe naturale (un'eruzione vulcanica accompagnata da tsunami) da cui è riuscita a riprendersi in tempi sorprendentemente rapidi. Parlando con i produttori delle zone interessate dall'ultimo grande sisma, i partecipanti del resto del paese potranno aiutarli a trovare soluzioni ed escogitare modalità concrete di aiuto e collaborazione.

Oltre a questi incontri, sono organizzate alcune attività parallele: un laboratorio di degustazione comparativa di dashi (il brodo alla base di moltissimi piatti giapponesi) e uno sul "mazegohan" di Shimabara (una miscela di numerose varietà di riso), un mercato di prodotti locali selezionati dal convivium e due visite ai produttori della zona (tra cui quelli di etari, prodotto dell'Arca, e quelli di insalata coi nodi, Presidio Slow Food).

Aiuta anche tu i produttori giapponesi, visita il sito www.slowfood.it/donate
 
 
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