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Noi mettiamo il cibo, voi metteteci la testa

Dal miele ai problemi delle comunità indigene, dai giovani alla pesca sostenibile... Al Salone del Gusto e Terra Madre, dal 25 al 29 ottobre, si moltiplicano gli incontri sul futuro del pianeta e sull’importanza delle nostre scelte quotidiane. Eccone un assaggio…

Al Salone del Gusto e Terra Madre (Torino, 25-29 ottobre 2012) si toccherà con mano la ricchezza della rete Slow Food, dalla tutela della biodiversità all’educazione al gusto passando per la difesa dell’agricoltura sostenibile. 49 appuntamenti tra convegni e incontri che, per la prima volta, saranno aperti anche al pubblico. I visitatori del grande evento internazionale organizzato ogni due anni da Slow Food potranno dialogare con agricoltori, artigiani, esperti, cuochi e attivisti, recepire le idee delle comunità del cibo sui possibili modi per uscire dalla crisi senza rinunciare alle conoscenze tradizionali e visitare le aree di incontro per dibattere problemi specifici.

Nell’area Slow Fish all’Oval verrà presentata la campagna promossa da Slow Food per la sostenibile e il consumo responsabile, alla presenza di oltre 100 esponenti di comunità di pescatori che animeranno varie attività insieme a esperti del settore. I piccoli pescatori parleranno del loro insostituibile ruolo nel progetto Custodi degli oceani e faranno il punto sulla loro lotta per i diritti di pesca e per un maggiore coinvolgimento della categoria nella ricerca e nei processi decisionali. Il programma comprende un laboratorio sulle pratiche di autodisciplina descritte nel codice di condotta Fao per la pesca su piccola scala, misure concepite per promuovere l’attività dei piccoli pescatori in tutto il mondo.

Sempre all’Oval, la sala dedicata agli apicoltori e al miele accoglierà circa cento apicoltori, che addolciranno il palato dei presenti con attività e sedute di degustazione presso l’Honey Bar, dove saranno proposte 50 strabilianti qualità di miele provenienti da tutto il mondo. Gli incontri ruoteranno intorno al problema della protezione delle api, un tassello irrinunciabile della biodiversità mondiale, della produzione di cibo e della vita sul nostro pianeta. I visitatori potranno interagire con i produttori di miele di vari paesi, compresi alcuni esponenti di popolazioni indigene dell’Etiopia, dell’India e del Brasile.

Nell’area Slow Food Rete Giovane i rappresentanti di questo movimento in costante crescita illustreranno i loro ultimi progetti e condivideranno le loro esperienze: dai festival cinematografici in Olanda e in Australia agli eat-in e all’iniziativa “Disco Soup” organizzati in Germania per sensibilizzare il pubblico al problema dello spreco di cibo. Nell’incontro Dire, Fare, Zappare. Pratiche e politiche per l’agricoltura dei giovani verranno presentati suggerimenti in vista della riforma della Politica Agraria Comune dell’Unione Europea, mentre nell’appuntamento L’Africa degli africani alcuni giovani africani parleranno delle sfide che si trovano attualmente ad affrontare. La Rete Giovane affronterà inoltre ogni sera uno specifico problema alimentare organizzando degli eat-in.

Ma all’Oval ci sarà anche la Casa della Biodiversità, che ospiterà le conferenze e gli incontri a cura della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, mentre al centro dell’area, un orto africano di 400 mq celebrerà i Mille orti in Africa, l’ambizioso progetto che Slow Food ha lanciato nel 2010 per sostenere le comunità locali di 25 Paesi. Per la sua realizzazione è stato fondamentale il contributo dei convivium locali che hanno raccolto semi di circa 40 varietà autoctone: dalla moringa, un albero di cui si usa tutto (foglie, semi, baccelli e radici) alla melanzana africana, dal frutto piccolo, tondo e rosso, dalla moltitudine varietale di fagioli alle erbe aromatiche e medicinali. L’associazione internazionale Lions Clubs ha scelto di sostenere in modo importante il progetto Slow Food dei Mille orti in Africa, adottando ben duecento orti comunitari e scolastici. Un sostegno che arriverà direttamente a oltre 5 mila persone in diversi Paesi del continente.

Tra i protagonisti dell’evento ci saranno anche i popoli indigeni, con i loro saperi e le pratiche tradizionali che ruotano intorno al cibo, e un particolare riguardo sarà rivolto al loro ruolo nella salvaguardia dell’agrobiodiversità e in altri metodi di produzione sostenibile. I visitatori interessati potranno incontrare i produttori di alcuni affascinanti cibi tradizionali venuti da tutto il mondo e affrontare il problema della sovranità alimentare e della protezione dell’identità culturale insieme a Mirna Cunningham del Forum permanente Onu sulle questioni indigene (forum Indigeni e sovranità alimentare locale).

Tutto questo ma non solo. Saranno numerose le conferenze previste durante i giorni di Salone del Gusto e Terra Madre e non mancheranno le occasioni per riflettere e discutere sul futuro del cibo.

Scopri il programma completo, clicca qui e cerca l’incontro che più ti interessa!

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