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Saperi in pericolo nel Mali in guerra

Il conflitto che da marzo dilania il Mali non sta risparmiando neanche le produttrici della pasta katta di Timbuctu e Gao, nuovo Presidio Slow Food

La distruzione dei mausolei di Timbuctu da parte delle milizie islamiche ha suscitato grande scalpore in tutto il mondo e ha richiamato l'attenzione su una guerra che oltre ai monumenti ha distrutto molte vite umane. Se in Mali il patrimonio culturale è sotto minaccia, lo sono anche i saperi legati all'agricoltura e al cibo. Prima dell'esplosione del conflitto, Slow Food ha lavorato con la FAO e il Ministero degli Affari Esteri (Cooperazione italiana allo sviluppo) alla valorizzazione di prodotti tradizionali in questo Paese, oltre che in Guinea-Bissau, Sierra Leone e Senegal, un lavoro che ha portato anche all’identificazione e al lancio del Presidio della pasta katta di Timbuctu e Gao. Queste città si trovano nell'Azawad, una regione settentrionale di cui i Tuareg e l'MNLA (Mouvement National pour la Liberation de l'Azawad) reclamano l'indipendenza.

Impastata dalle donne con farina di grano, la pasta katta ricorda molto nella forma le trofie nostrane: seccata e tostata, si mangia condita con una salsa di pesce essiccato, pomodoro, carne e spezie.

Almahdi Al Ansari è il referente del Presidio: «Oggi a Timbuctu le donne non possono uscire se non accompagnate da un uomo della famiglia e completamente coperte con il velo. Qui erano concentrati i reparti dell'esercito governativo e questo ha fatto fuggire la popolazione "a pelle chiara" che temeva di essere colpita perché considerata favorevole agli indipendentisti. Alcune donne del Presidio si trovano adesso tra i profughi nei campi della Mauritania e del Burkina Faso. L'economia si è fermata, l'agricoltura è distrutta, non si semina né si raccoglie».
La drammatica testimonianza di Almahdi contiene una sola nota positiva: «Sono rimaste alcune donne di pelle più scura. Continuano a fare la pasta katta, la produzione è aumentata, forse addirittura raddoppiata perché la gente ha dovuto smettere di consumare riso, proveniente dal Sud, mentre c'è invece abbondanza di farina dall'Algeria».

Per saperne di più:
www.fondazioneslowfood.it

Scarica qui le pubblicazioni realizzate da Slow Food nel quadro della collaborazione con la FAO

Scopri questo Presidio al Salone del Gusto e Terra Madre, a Torino dal 25 al 29 ottobre


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