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Denominazione: Juan Fernández

Le aragoste e i granchi dorati dell’isola di Robinson Crusoe ottengono finalmente una denominazione di origine. Una bella vittoria per i pescatori di questa isola dell'arcipelago Juan Fernández, dove è attivo dal 2005 un Presidio Slow Food.

Sperduta nelle acque del pacifico meridionale, in un arcipelago lontano da tutto, sorge una leggendaria isoletta vulcanica molto difficile da raggiungere, ma sulle cui rive l’attività ferve incessante.

L’isola di Robinson Crusoe, 670 chilometri al largo delle coste cilene all’altezza di Valparaiso, appartiene all’arcipelago Juan Fernández, che conta in tutto meno di 800 abitanti, quasi tutti pescatori. Riuniti in un’associazione, i pescatori dell'isola vivono quasi esclusivamente della cattura dell’aragosta e del granchio dorato. Un Presidio Slow Food (www.fondazioneslowfood.it) è nato qui nel 2005 per sostenere e far riconoscere l’impegno degli isolani per garantire la gestione sostenibile delle risorse ittiche, ampliando al tempo stesso il ventaglio dei prodotti immessi sul mercato.

Nel 2010 un’onda di maremoto alta 15 metri ha spazzato via gli edifici della costa. Il bilancio è stato molto grave: 10 morti e 6 dispersi. Un problema in più per gli abitanti, le cui condizioni di vita sono già difficilissime (per ricostruire una casa è necessario far arrivare via nave tutti i materiali dalla terraferma). Quel duro colpo, però, non è riuscito ad abbatterli, e in Cile l’isola di Robinson Crusoe è diventata il simbolo della ricostruzione post-tsunami.

Oggi, al termine di una lunga procedura che ha coinvolto gli stessi abitanti, il ministro dell’Economia (da cui dipende la regolamentazione della pesca) ha deciso di ricompensare i loro sforzi e di riconoscere il carattere unico al mondo dei prodotti dell’isola: ha introdotto una denominazione di origine per l’aragosta dell’arcipelago Juan Fernández (Jasus frontalis) e per il granchio dorato (Chaceon chilensis). È la prima volta che in Cile delle risorse ittiche ricevono una simile denominazione.

“L’introduzione della denominazione di origine è un grande riconoscimento per i pescatori della nostra comunità, che hanno collaborato durante la procedura di valutazione e si sono impegnati a fornire dati e campioni" dichiara Julio Chamorro, il giovane presidente del sindacato dei pescatori. "È anche però un omaggio a tutto il nostro popolo: alle generazioni passate, innanzitutto, che hanno adotatto delle regole comuni di pesca che ci consentono di continuare a pescare ancora oggi. La partecipazione a Terra Madre e a Slow Fish ci ha aiutati a capire l’importanza e il valore del nostro lavoro e delle nostre risorse, spronandoci ad avviare le procedure necessarie per sollecitare l’introduzione di questa denominazione di origine”.

La legge cilena ha ratificato da anni le regole che i pescatori dell’isola si sono autoimposti da tempo:
- si estraggono solo le aragoste il cui torace misura più di 11,5 cm (13 per i granchi).
- gli esemplari di piccola taglia e le femmine gravide vengono immediatamente ributtati in mare.
- per la cattura di aragoste e granchi vanno utilizzate esclusivamente trappole di legno.
- è vietato immergersi per catturarli a mano.
- la pesca è sospesa tra maggio e settembre.

Tra le altre cose, i pescatori hanno lavorato per la costituzione di un’area marina protetta la cui esistenza sarà ufficialmente proclamata a dicembre del 2012. Il suo scopo è fornire un quadro istituzionale alla gestione responsabile di quella zona di pesca, attirando al tempo stesso nuove risorse legate all’ecoturismo, visto che l’isola ospita numerose altre specie marine e terrestri uniche al mondo.

I pescatori, però, vogliono spingersi ancora oltre, e hanno avviato l’iter per la certificazione MSC (Marine Stewardship Council).

“Abbiamo già realizzato un percorso importante, ma non abbiamo intenzione di fermarci. Perché tutti questi sforzi abbiano ricadute economiche tangibili per i pescatori locali dobbiamo continuare a valorizzare i nostri prodotti, senza dimenticare di ampliare l’offerta e di rivolgerci direttamente al consumatore eliminando gli intermediari”, spiega Julio.

Ci vuole molto coraggio per imboccare un cammino così arduo su un'isola così piccola, raggiungibile in 36 ore con una nave militare, che viaggia solo sei volte all'anno, oppure con piccoli aerei da turismo (ma solo quando il clima consente di atterrare su una pista grande quanto un fazzoletto).

Scoperta dal navigatore spagnolo Juan Fernández mentre tentava di aggirare la corrente di Humboldt per fare rotta verso sud, più tardi rifugio del marinaio scozzese Alexander Selkirk, che ispirò il personaggio di Robinson Crusoe di Daniel Defoe, l’isola è stata utilizzata per secoli come covo di pirati e corsari. I primi abitanti erano prigionieri politici che si stabilirono sulle sue coste all’epoca dell’indipendenza (1814), mentre i veri e propri coloni, da cui discendono gli odierni abitatori dell’isola, sarebbero arrivati molto più tardi.

Per saperne di più:
www.fondazioneslowfood.it
www.terramadre.org
www.slowfood.it/slowfish

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