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Un’isola slow, Ustica

Benvenuti a Ustica, dove i profumi sono intensi, il ritmo lento e le lenticchie sono le più piccole d’Italia…

Poco più di un’ora di aliscafo da Palermo e si intravede il profilo ondulato di Ustica. Un profilo verde, disegnato dalle pinete che ricoprono le tre montagne dell’isola e orlato, sul mare, da ripide rocce nere che, la sera, si colorano di viola. Dal porto si sale all’unico paese, che si arrampica e ventaglio attorno alla chiesa. Poche case basse, le più antiche di pietra rossastra, punteggiano il resto dell’isola, tra fichi d’india, bouganville, fiori d’ibisco, capperi, mirto, orti e campi di lenticchie. Soltanto il raglio di qualche asino legato all’ombra o il rumore delle motorette e di poche auto rompe la quiete dell’isola.

Nelle case o nelle piccole osterie del paese si mangia il pesce freschissimo (gamberetti di nassa, dentici, cernie brune…) catturato da pescatori del posto, molta verdura (caponata, zucchine, pomodori), zuppe profumate di basilico e finocchietto selvatico.
I turisti arrivano soltanto nei mesi di punta, ma Ustica è bella e mite quasi tutto l’anno e le stagioni più belle sono la primavera e l’autunno, quando rimane la gente del posto: gli anziani, che raccontano gli anni in cui Ustica ospitava più di mille confinati (come Antonio Gramsci, Antonio Bordiga, Carlo e Nello Rosselli…), ma anche tanti giovani che hanno scelto di restare o di rientrare, dopo l’università. Gestiscono agriturismi e coltivano la terra: producono ortaggi, frutta, ma soprattutto lenticchie di Ustica, le più piccole d’Italia, diventate Presidio Slow Food nel 2000. Un Presidio nato con appena tre produttori anziani, che ora conta un bel gruppo di trentenni e una donna attivissima come coordinatrice, Margherita Longo.

Cibo povero per eccellenza, le lenticchie di Ustica sono molto piccole, di colore marrone scuro, tenere e saporite; ingrediente fondamentale della cucina locale e, in particolare di due ricette classiche: la zuppa, arricchita con le verdure, basilico o finocchietto selvatico, e pasta e lenticchie, preparata con gli spaghetti spezzati.

Per acquistare le lenticchie di Ustica o per pernottare in uno degli agriturismi dell’isola, è possibile contattare:

Margherita Longo
tel. 091 8449543 - 339 5212822
tramontana78@hotmail.com



Zuppa di lenticchie di Ustica

Per 4 persone

mezzo chilo di lenticchie di Ustica
una cipolla, 2 spicchi d'aglio
2 pomodori, un mazzetto di tenerume (germogli di zucchina)*, un ciuffo di basilico
8 fette di pane raffermo
olio extravergine di oliva
sale, peperoncino in polvere
* in altre stagioni i germogli di zucchina si possono sostituire con altre verdure (bietole, ad esempio)

Tempo di preparazione e cottura: 40 minuti

Lavate le lenticchie e sistematele in un tegame capiente, coprendole con abbondante acqua fredda. Aggiungete la cipolla tagliata a fette, gli spicchi d'aglio, i pomodori pelati e spezzettati e il tenerume. Portate a ebollizione e continuate la cottura a fuoco moderato per una ventina di minuti. Regolate di sale, unite le foglie di basilico e un pizzico di peperoncino, e lasciate insaporire ancora per qualche minuto. Condite con un goccio di olio crudo e servite con le fette di pane tostate. In alternativa al basilico, per profumare la zuppa potete impiegare il finocchietto selvatico, uno degli aromi più frequenti nella cucina siciliana.

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