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Un nuovo master arricchisce il programma dell’Unisg

Più di 400 studenti iscritti dal 2005, 50 nazioni rappresentate e una gamma di età variabile dai 22 ai 66 anni. I master dell’Università di Scienze Gastronomiche diventano quattro e aprono ai giovani nuovi spazi professionali…

Dal suo lancio nel 2005, il programma di master dell'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche è stato uno studio nella diversità. Più di 400 studenti iscritti, a rappresentare 50 nazioni e una gamma di età variabile dai 22 ai 66 anni. A partire da settembre 2013, saranno offerti quattro corsi specifici del programma, che comprenderanno tutta una serie di temi che vanno dal cibo alla “moda” dell'agricoltura urbana , pur mantenendo costante l’attenzione sulla complessità dell’ecogastronomia.

Diversificata come il programma di studi, la sempre crescente comunità Alumni Unisg è diffusa in molti angoli del globo e da lei emerge una miriade di pratiche professionali. Questa "rete di amici", come l’ha definita Carlo Petrini, sta contribuendo attivamente a innescare un cambiamento nel mondo del cibo, alla crescita del movimento Slow Food e anche all'evoluzione di Unisg come istituzione accademica. Per rendere meglio l’idea, ecco alcune delle storie degli studenti del master.

Luca Parigi (2011) era ancora uno studente delle superiori quando è venuto a sapere dell’Unisg e ha pensato di iscriversi. Dopo averlo fatto, ha scoperto «un ambiente stimolante, con il “chiodo fisso” del cibo, e un sacco di persone competenti sia fra i professori sia fra gli studenti». Tutto questo gli ha aperto la mente a conoscere altre culture alimentari e questa apertura si è tradotta nelle sue attuali competenze, che sta mettendo a frutto nel suo lavoro nel settore marketing presso le sedi internazionali di una grande azienda. Concentrarsi su «quanto imparare, non su quanto guadagnare» è il credo di Luca, sia nella vita scolastica sia in tutto ciò che viene dopo.

Dopo la sua esperienza presso l’Unisg, Min No Young (2008) è tornata in Corea del Sud per promuovere una serie di iniziative legate a Slow Food in un paese in cui il movimento aveva solo pochi convivium. Prendendo seriamente il ruolo del gastronomo come "interprete culturale”, Min ha creato una rete di relazioni tra giovani produttori locali, i leader di Slow Food e gli organi governativi. Con che risultato? Nel giro di un anno è riuscita a mettere in piedi un festival Slow Food, a organizzare conferenze, a pubblicare una rivista. L’anno dopo ha bissato, trovando anche il tempo di pubblicare un libro suo – un resoconto illustrato della sua esperienza di studentessa Unisg. Oggi Min è il direttore esecutivo di Food for Change, un’ong con sede a Seoul impegnata nella costruzione di pratiche alimentari sostenibili attraverso l'educazione e gli eventi.

David Szanto (2006), iscritto al primo gruppo del master Unisg, da allora frequenta assiduamente i locali dell’università. Dal 2007 vi ha tenuto corsi di scrittura e di comunicazione e nel 2012 è divenuto direttore temporaneo del master in Media and Representation. Fin dalla laurea il suo obiettivo era di «contribuire a rendere lo studio della gastronomia più accessibile a più persone» e di condividere il potenziale trasformativo della propria esperienza. In parte per questo scopo, ha iniziato nel 2010 un dottorato di ricerca presso la Concordia University), lavorando su una tesi che attraversa i campi del cibo, dell’ecologia, del design…

Gli studiosi sistemici hanno sottolineato come la diversità sia un fattore chiave come nel creare una resilienza in contesti naturali e culturali – dall’ambiente alla società all’economia. Mentre il numero e la varietà degli ex allievi del master Unisg continua a crescere, si stanno aprendo nuovi spazi professionali che questi giovani stanno occupando, stabilendo le condizioni di quello che si promette essere un futuro alimentare molto resiliente.


L'Università di Scienze Gastronomiche è stata fondata nel 2004 da Slow Food International, in collaborazione con le regioni italiane del Piemonte ed Emilia-Romagna, ed è un ateneo riconosciuto dal Ministero, privato e senza scopo di lucro. Il suo obiettivo è quello di creare un centro internazionale di ricerca e formazione, sviluppando una nuova figura professionale: il gastronomo. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.unisg.it.

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