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Ci siamo stufati!

A Berlino una grande manifestazione (con zuppa) per un'agricoltura più sostenibile.

Anche quest'anno, migliaia di persone (si parla di 23.000 partecipanti) si sono date appuntamento il 21 gennaio a Berlino per chiedere un'agricoltura più sostenibile. L'occasione era quella della “settimana verde” (Grüne Woche), importante fiera annuale cui hanno partecipato ministri e rappresentanti dell'agribusiness europeo.
Più di 50 autobus hanno portato dimostranti a Berlino da tutta la Germania. Tra questi, anche molti soci di Slow Food, e le condotte di Berlino, Potsdam e Barnim-Oderland.
Dalla Baviera è arrivata – in trattore – una scultura alta tre metri e del peso di circa quattro tonnellate, dello scultore/agricoltore Stephan Kreppold, per illustrare il concetto di cibo sano in un ambiente sano.

La manifestazione, organizzata dalla rete Meine Landwirtschaft (“la mia agricoltura”) e a cui hanno aderito oltre 40 associazioni, si chiama Wir haben es satt!, un'espressione che significa “ci siamo stufati!”, ma anche “siamo sazi”. Quest'anno il focus era la definizione della nuova PAC (Politica Agricola Comunitaria).

“I sussidi in agricoltura devono essere vincolati a criteri sociali, ambientali e di benessere animale - spiega Jochen Fritz, direttore della campagna - Il momento è cruciale, perché con la definizione della nuova PAC, l'Unione Europea ha l'occasione di avviare un cambiamento di sistema, una riforma ecologica basata su un'agricoltura più sostenibile e più equa per i contadini come per i consumatori, ma quest'opportunità non deve essere sprecata con politiche poco lungimiranti, altrimenti il rischio è che a farne le spese siano le generazioni future”.

Il giorno prima della manifestazione, le organizzazioni partecipanti hanno avuto l'occasione di far sentire la propria voce direttamente al commissario dell'Unione Europea Dacian Cioloş. La presidente di Slow Food Germania Ursula Hudson è intervenuta nella discussione: “dobbiamo abbandonare le attuali politiche agricole per andare verso una politica del cibo comune che abbia una visione per il futuro. La produzione di cibo deve giocare un ruolo decisivo nella società e offrire una reale opportunità per le giovani generazioni. Se così non sarà, il futuro del nostro cibo è in pericolo, e le nostre conoscenze e culture tradizionali rischieranno di scomparire”.

Il gruppo tedesco dello Slow Food Youth Network ha giocato un ruolo attivo, organizzando una “zuppa di protesta” che è stata servita a più di 8000 persone nella giornata di sabato.
Per realizzarla sono stati utilizzati più di 1200 kg di verdure, raccolte da fattorie locali, che fanno parte di quel 50% dei raccolti che viene regolarmente rifiutato dai supermercati per futili motivi estetici.
Per prepararla, gli attivisti si sono organizzati con i DJs della Green Music Initiative nello storico mercato di Markthalle 9 a Kreuzberg per la prima Schnippeldisko (che si potrebbe tradurre con “trita-disco”, anche se non rende l'idea, probabilmente) il venerdì sera: più di 250 persone si sono presentate armate di coltelli, taglieri e mezzalune.
La squisita zuppa vegana preparata dal cuoco attivista Wam Kat ha illustrato in maniera concreta e tangibile i temi - più che seri - della manifestazione.

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