La casa della dignità

Palestina…

Una scuola di cucina per mostrare agli altri paesi l’identità culturale e l’orgoglio delle donne di Nablus. E la ricchezza del cibo locale.

bait al karama_photo by Tanya Habjouqa18

Bait al Karama (Casa della dignità) è il primo centro per le donne nel cuore della città vecchia di Nablus, Palestina, e combina un’impresa sociale improntata sulla cultura culinaria palestinese con attività e programmi educativi, sociali e culturali. La gestione a impresa sociale ha come obiettivo la creazione di posti di lavoro per le donne che hanno subìto traumi e perdite durante e dopo la seconda Intifada e la gestione di un programma di supporto sociale, psico- logico e formativo per donne e bambini. Il centro è formato da un Beauty Salon aperto al pubblico e da diverse sale multifunzionali che ospitano corsi, conferenze, laboratori e pranzi per gruppi. Bait al Karama è inoltre il primo convivium Slow Food di Nablus e ospita la prima scuola internazionale di cucina palestinese interamente gestita da donne nella West Bank.

Scuola di cucina

Il progetto della scuola di cucina nasce con l’intento di creare forme di lavoro flessibile per una ventina di donne della Città Vecchia di Nablus ed è ospitato all’interno della struttura di Bait al Karama, una palazzina ottomana nel cuore di Nablus recentemente ristrutturata. La cucina, situata al pianterreno, è stata ristrutturata e arredata secondo la tradizione domestica palestinese pur mantenendo alti standard professionali e di sicurezza.

bait al karama_photo by Tanya Habjouqa14

Il progetto nasce dalla constatazione che la cucina palestinese, pur offrendo una varietà incredibile di piatti e specialità della cucina araba, è poco conosciuta e rappresentata sia nel Medio Oriente sia in Occidente. Eppure Nablus, città un tempo al crocevia delle rotte commerciali tra est e ovest e dimora di alcune delle famiglie più benestanti del paese che hanno sostenuto lo sviluppo di una “cucina alta”, offre alcune delle ricette più interessanti nate dall’incontro di spezie, carni e verdure provenienti da paesi lontani. I dessert, in particolare, rappresentano l’apice di questa tradizione, come la knafeh, esportata e copiata in tutto il mondo arabo.

Il cibo e la tradizione culinaria fanno oggi parte della ricchezza di Nablus e rappresentano un elemento su cui si innesta l’orgoglio cittadino e delle don- ne in particolare. Nell’insegnare e trasmettere questo patrimonio ai partecipanti ai corsi, le donne hanno inoltre la possibilità di stabilire una relazione paritaria con i visitatori stranieri. La scuola vuole contribuire alla costruzione e alla diffusione di un’immagine positiva di Nablus come città ricca di cultura, storia e tradizione, al di là dello stereotipo classico del conflitto israeliano-palestinese.

bait al karama_photo by Tanya Habjouqa4

La scuola di cucina utilizza prodotti locali e intende diventare punto di riferimento per i piccoli produttori della zona. I corsi e i workshop, infatti, prevedono anche visite a coltivatori, allevatori e aziende alimentari con l’obiettivo di avvicinare gli stranieri alle realtà rurali e produttive della città e permettere a queste di confrontarsi con professionisti e appassionati del settore a livello internazionale.

Il progetto* prevede anche di commissionare a studiosi e ricercatori elaborati sulla cucina tipica palestinese, oltre che all’intervento di artisti che ne valorizzino determinati aspetti con video, testi e fotografie.

di Beatrice Catanzaro
Foto Tanya Habjouqa

Questo articolo è stato pubblicato sull’Almanacco Slow Food 2013

bait al karama_photo by Tanya Habjouqa7